Malasanità all’ospedale di CASERTA. Risarcimento da quasi 600 MILA EURO a moglie e figlia di un paziente morto

8 Aprile 2026 - 10:37

CASERTA – Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la sentenza depositata alla fine di gennaio, ha accolto le richieste risarcitorie avanzate dagli eredi di un paziente deceduto presso l’ospedale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, condannando la struttura sanitaria al pagamento di una complessiva somma di circa 589.572 euro a titolo di danni non patrimoniali, oltre a spese legali e di consulenza tecnica.

Il giudizio, iscritto al numero di ruolo generale 7895/2015, era stato avviato nel 2015 dalle signore M.R.M. e G.R., rispettivamente moglie e figlia del signor G.G., deceduto durante una degenza presso il nosocomio casertano. Le due donne hanno agito sia in proprio, per il danno morale e biologico subito a seguito della perdita del congiunto, sia nella qualità di eredi legittime del defunto, per il danno non patrimoniale che quest’ultimo stesso avrebbe patito direttamente prima del decesso.

Il giudice ha innanzitutto accertato la piena responsabilità della struttura convenuta nella causazione dei danni lamentati, riconoscendo un nesso causale tra le cure ricevute e l’exitus del paziente. Sulla base di tale accertamento, ha disposto il pagamento di 246.393 euro a favore della signora M.R.M. (moglie) a titolo di danno non patrimoniale subito in proprio, nonché 96.786 euro a favore della signora G.R. (figlia) per la medesima tipologia di danno. Inoltre, è stata riconosciuta alle due donne, nella loro qualità di eredi legittime, la complessiva somma di 246.393 euro per il danno non patrimoniale patito direttamente dal loro congiunto G.G. prima del decesso, somma che andrà ripartita proporzionalmente tra le due aventi diritto secondo le regole della successione ereditaria. A questi importi vanno aggiunti interessi e rivalutazione monetaria dalla data del fatto fino alla data di deposito della sentenza.

Il Tribunale ha inoltre condannato l’Azienda Ospedaliera a rifondere alle parti attrici le spese di lite, liquidate in 545 euro per esborsi e 14.598 euro per compenso professionale, oltre al rimborso forfetario al 15%, IVA e CPA come per legge, con attribuzione diretta ai procuratori delle attrici che avevano anticipato le spese. Il giudice ha infine posto definitivamente a carico della convenuta anche le spese della consulenza tecnica d’ufficio, già liquidate in separata sede.

Secondo quanto si legge nella determina dirigenziale di liquidazione delle competenze legali dell’avvocato dell’Azienda, l’avvocato Loredana Addonisio, la sentenza è attualmente al vaglio del Comitato Valutazione Sinistri aziendale. L’esame è finalizzato a decidere se proporre o meno un appello avverso la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La stessa determina, pubblicata il 25 febbraio 2026, ha nel frattempo provveduto a liquidare al legale dell’Azienda un compenso di 5.205,47 euro per l’attività difensiva svolta nel giudizio di primo grado.