MARCIANISE. Detenuto chiede un permesso per vedere il fratello invalido, ma gli viene negato. Arriva la svolta della Cassazione

8 Dicembre 2025 - 12:35

Il Tribunale di Sorveglianza aveva autorizzato la visita, ma la Procura ha fatto ricorso…

MARCIANISE – La Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Sassari contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che, il 10 aprile 2025, aveva autorizzato un detenuto del carcere di Tempio Pausania a visitare per tre ore il fratello gravemente invalido residente a Marcianise.

Secondo il Procuratore ricorrente, la decisione del Tribunale era mal motivata e contraddittoria, fondata su argomentazioni solo apparenti. Si faceva riferimento a una perizia medico-legale che indicava una condizione clinica stabile del familiare, giudicata compatibile con il viaggio verso la Sardegna. Inoltre, si criticavano i riferimenti contenuti nel reclamo del detenuto alle difficoltà economiche, che però non erano stati utilizzati dal Tribunale come motivazione centrale per il via libera al permesso.

La Cassazione, con decisione pronunciata il 16 settembre 2025 (presidente Monica Boni, relatrice Micaela Serena Curami), ha ribadito i principi fondanti dell’art. 30 dell’Ordinamento Penitenziario, che garantisce i permessi di necessità in nome del senso di umanità nell’esecuzione della pena. Per i giudici, l’ordinanza impugnata risulta coerente e ben radicata nelle circostanze concrete: il viaggio sarebbe stato troppo lungo e faticoso per il fratello del detenuto, affetto da grave deficit motorio, costretto a muoversi con aiuto costante.

La Suprema Corte ha inoltre sottolineato come il ricorso della Procura non individuasse alcuna violazione di legge, limitandosi a proporre una diversa valutazione di merito — non ammessa in sede di legittimità. Le contestazioni sull’aspetto economico, infine, sono state ritenute irrilevanti e non specifiche. Il permesso, dunque, resta valido: tre ore sotto scorta, senza contatti con persone diverse dal fratello e dai suoi assistenti.