MARCIANISE. Ladri in casa del maratoneta Santillo: “La notte di Capodanno a sistemare casa, con i fuochi d’artificio fuori e il silenzio dentro”
2 Gennaio 2026 - 16:10
I malviventi sono entrati in casa durante il pomeriggio dell’ultimo giorno dell’anno
MARCIANISE – La sera del 31 dicembre dovrebbe essere un confine simbolico: si chiude un anno, se ne apre un altro, tra brindisi, abbracci e promesse leggere. Per Vincenzo Santillo, invece, quel confine è stato segnato da una ferita inattesa. Al rientro a casa, dopo un pomeriggio passato con gli amici e un saluto semplice al nuovo anno, ad aspettarlo c’era il caos: ladri in casa, tutto sottosopra, l’intimità violata.
Vincenzo Santillo è un ultramaratoneta italiano originario di Marcianise, noto per le sue imprese nelle gare di lunghissima distanza, spesso tra le più estreme al mondo. Ha iniziato a correre “per gioco”, per poi trasformare la corsa in una vera e propria passione e professione sportiva, diventando un atleta stimato nel panorama delle ultradistanze. Nel 2023 ha partecipato alla durissima Badwater 135 Ultramarathon nella Death Valley (California) — considerata una delle ultramaratone più estreme al mondo — classificandosi 23° su 101 e primo tra gli italiani con un tempo di 33 ore e 47 minuti.
Una notte passata a rimettere insieme i pezzi, non solo degli oggetti ma anche della quotidianità. Il primo giorno dell’anno trascorso tra una denuncia e il tentativo di riportare ordine, disinfettare, buttare via ciò che non era più recuperabile. Non solo cose, ma frammenti di normalità.
Il 2 gennaio arriva come un punto fermo. Non di rabbia, ma di consapevolezza. Vincenzo chiede scusa per il silenzio, per gli auguri non ricambiati: mancava la forza. Eppure, in mezzo a questa esperienza amara, emerge una luce. È quella delle persone che hanno offerto aiuto, un pranzo, una cena, una telefonata. Gesti semplici, ma capaci di fare la differenza.
Il post di Vincenzo Santillo:
La sera del 31 dicembre i ladri in casa.
Un pomeriggio passato con gli amici, un brindisi semplice,
poi il rientro e tutto sottosopra.
La notte a sistemare,
con i fuochi d’artificio fuori
e dentro solo silenzio e stanchezza.
Il primo dell’anno a denunciare.
A finire di rimettere ordine,
a disinfettare,
a buttare cose e pezzi di quotidianità.
Oggi è 2 gennaio.
Scusatemi se non ho risposto agli auguri,
non ne avevo la forza.
Grazie a chi ci ha offerto un aiuto,
un pranzo, una cena, una telefonata:
in mezzo a tutto questo siete stati luce.
Non sono arrabbiato.
Sono deluso.
Deluso da una cattiveria silenziosa,
da un mondo che a volte sa essere davvero schifoso.
Poteva andare peggio.
E va bene così.
Quello che non hanno portato via
è l’umanità.
Ed è da lì che si riparte.
Riparto oggi, 2 gennaio.
Buon 2026 a tutti ![]()
