MARCIANISE. Prometteva posti di lavoro nella Guardia di Finanza in cambio di soldi: no al patteggiamento per noto avvocato

8 Maggio 2026 - 09:46

Le accuse formulate dal Pubblico Ministero sono di truffa aggravata 

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MARCIANISE – Chiede il patteggiamento a 1 anno e due mesi di carcere ma il Pubblico Ministero non gli ha dato il consenso perchè la pena era troppo bassa: : a giudizio per truffa aggravata è finito l’avvocato Domenico Tartaglione di Marcianise (padre del noto influencer Pietro Tartaglione ) per posti di lavoro nella Guardia di Finanza in cambio di migliaia di euro.  Domenico Tartaglione, 63enne residente a Marcianise noto per essere un avvocato e il padre del celebre influencer nazionale Pietro Tartaglione è comparso davanti al Presidente della Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, la Dott.ssa Luciana Crisci.


Rispondeva di truffa aggravata per aver causato alle giovani vittime un danno patrimoniale rilevante, con la recidiva semplice. Secondo quanto ricostruito dalle indagini del Commissariato di Marcianise, Tartaglione si presentava alle vittime come un avvocato: sfruttando questa qualifica, l’avvocato Tartaglione millantava conoscenze importanti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze e presso la Guardia di Finanza e prometteva sempre alle vittime un’assunzione diretta nella Guardia di Finanza.


La finta firma dei contratti e il bottino incassato da Domenico Tartaglio ammontava a quasi 70mila euro
Il piano criminale ha raggiunto il suo culmine in una data precisa: il 20 gennaio 2023. Quel giorno, Tartaglione aveva detto alle persone offese di presentarsi a Napoli, presso il Comando della Guardia di Finanza per la sottoscrizione dei contratti di lavoro. Contratti che, amaramente, si sono rivelati del tutto inesistenti.


Il profitto ingiusto intascato dall’imputato Tartaglione Domenico ammonta a decine di migliaia e migliaio di euro.
Due persone offese C.S. e A.A. si sono costituite parte civili e sono difese dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo.
Tartaglione tramite il suo difensore ha chiesto il patteggiamento della pena a 1 anno e due mesi di carcere ma il Pubblico Ministero non gli ha dato il consenso perchè la pena appunto era troppo bassa:
L’udienza predibattimentale è stata aggiornata in prosieguo al 9 luglio prossimo .