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Maternità in gabbia: la condizione delle mamme detenute in una tavola rotonda al Club Rotary Napoli

2 Marzo 2023 - 15:31

Un successo l’evento organizzato dall’avvocato Rosina Casertano, responsabile Giustizia del Rotary di Napoli. Tra i relatori la nota giornalista casertana Rosaria Capacchione

CASERTA – Si è tenuta il 28 febbraio 2023 presso l’Hotel Royal, sede del Club Rotary Napoli, sotto l’egida del suo Presidente  Antonio Ascione che ha introdotto i lavori previa presentazione di rito, la tavola rotonda organizzata dal presidente della Commissione Giustizia Rosina Casertano. Oggetto del convegno la Maternità in gabbia: quanto la condizione carceraria femminile impatti sull’esercizio della maternità condizionandola, reprimendola, recidendola.

L’avvocato Casertano ha introdotto i lavori osservando brevemente che la maternità quale esercizio della genitorialità intramura carcerarie è vista dalla psichiatria giudiziaria come ossimoro per incompatibilità con il contesto carcerario. Lo stato da padre diventa padrone, sovverte vestendolo di legalità un principio pacifico, quello secondo cui le colpe dei genitori non possono ricadere sui figli; entra a gamba tesa nella gestione di diritti irrinunciabili dell’individuo quale la gestione della maternità e frange un legame ancestrale.

In allineamento con paesi in cui il regime carcerario è ontologicamente diverso, l’Italia ha previsto la permanenza del minore con la madre detenuta nel periodo di vita da 0 a 3 anni. Nonostante l’Unione Europea dica che il bambino non è un detenuto di fatto lo diventa; intramura carcerarie il minore subisce danni allo sviluppo intellettivo cognitivo psicomotorio, al linguaggio e allo sviluppo affettivo e relazionale.

Al compimento del terzo anno (nel periodo di vita  in cui cordone ombelicale resta ancora saldo secondo le regole della psichiatria infantile) si recide il legame con disturbi reattivi da deprivazione.

Se la detenuta ha sostrato familiare di appoggio esterno il minore ivi ripara, diversamente intervengono i servizi sociali. Granitica la Cassazione nel dichiarare stato di abbandono del minore figlio di detenuti, cosi inghiottito nelle maglie dell’affido adottivo.

È così passata ad introdurre e presentare gli ospiti:

Rosaria Capacchione, firma eccellente di cronaca giudiziaria del Mattino a Caserta e Napoli, autrice di libri di successo. Ad essa la presidente di commissione ha chiesto quale fosse lo spaccato umano e la condizione femminile scoperti nelle lunghe visite alle carceri.

Samuele Ciambriello, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Campania, a cui si è chiesto previa fotografia in bianco e nero delle carceri campane, se i problemi delle donne detenute in Campania siano esclusivamente generati dal sovraffollamento. Commovente la testimonianza diretta di una semidetenuta del Carcere di Pozzuoli.

Marco Puglia, magistrato presso l’ufficio di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere dal 2015. Già membro della commissione permanente sulla esecuzione della pena presso il Consiglio Superiore della Magistratura a cui si è chiesto come sia possibile in carcere quale quello di Santa Maria Capua Vetere di alta sicurezza e 41 bis il contemperamento tra pena giusta e giustezza della pena.

Raffaello Magi,  oggi magistrato in Cassazione; membro di quattro commissioni ministeriali in tema di riforma del processo penale e del settore delle misure di prevenzione e componente della Commissione Ministeriale per la innovazione del sistema penitenziario a cui si è chiesto  quale adeguamento della realtà carceraria italiana si sia operato sugli standard di dignità della persona elaborati dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo.