ULTIM’ORA. Mazzette per aggirare le interdittive antimafia: in carcere ispettore dell’Antimafia e commercialista
13 Aprile 2026 - 11:02
Per gli inquirenti ha chiesto a imprenditori somme di denaro di vario importo per assicurare loro l’inserimento alla permanenza in questa lista delle imprese ‘pulite’, non a rischio infiltrazioni della mafia
CASERTA/AVERSA – La Squadra Mobile di Caserta ha eseguito due misure cautelari in carcere emesse dal gip di Napoli Nord nei confronti di un ispettore della polizia di Stato, in servizio della questura di Caserta e componente del Gruppo interforze antimafia presso la prefettura di Caserta e di un commercialista, indagati per concussione e rivelazioni di segreto di ufficio.
Il sospetto più inquietante riguarda la figura dell’Ispettore arrestato. L’uomo, in servizio presso la Questura di Caserta, era un membro effettivo del G. I. A. (Gruppo Interforze Antimafia) presso la Prefettura. Si tratta dell’organismo tecnico che ha il compito delicatissimo di verificare le infiltrazioni mafiose nelle aziende.
Secondo la ricostruzione coordinata dalla Procura di Napoli Nord, l’Ispettore, forte della sua posizione privilegiata, avrebbe sfruttato il suo ruolo nel contesto dell’aggiornamento della cosiddetta White List, l’elenco delle imprese fornitrici non soggette a tentativi di infiltrazione mafiosa.
L’indagine della Squadra Mobile ha permesso di ricostruire un sistema di complicità in cui il commercialista fungeva, presumibilmente, da intermediario tra il pubblico ufficiale e il mondo dell’imprenditoria. I due indagati sono accusati di concussione e rivelazione di segreto d’ufficio. Il “metodo” era semplice quanto brutale: agli imprenditori venivano richieste somme di denaro per assicurare l’inserimento o la permanenza nell’elenco prefettizio, garantendo così alle ditte di poter continuare a lavorare con la Pubblica Amministrazione senza intoppi burocratici o interdittive.
