Mondo crypto: scopriamo i migliori exchange del momento per la compravendita

2 Gennaio 2022 - 09:30

Le performance estremamente positive realizzate dal mercato delle criptovalute nel corso del 2021 spingono sempre più utenti a valutare l’opportunità di effettuare investimenti in questo settore. Fra i vari canali, attraverso cui si può accedere agli scambi in asset digitali, quello degli exchange risulta molto apprezzato per diversi fattori, tuttavia si può affermare, senza timore di essere smentiti, che fra questi emergono il trattamento fiscale riservato all’acquisto diretto di un token e la possibilità di negoziare il sottostante senza leva, con tutti i benefici che ne conseguono dal mantenere una posizione aperta, non gravata da commissioni di rollover.

È chiaro che, soprattutto per i neofiti, è importante valutare con attenzione le società presso cui si depositeranno i propri fondi. Fortunatamente sul web sono disponibili molteplici risorse come, ad esempio, la classifica dei migliori crypto exchange messa a disposizione dal portale Criptovaluta.it, punto di riferimento per chi vuole restare aggiornato sul mondo delle valute digitali.

Gli exchange più apprezzati dagli investitori

 

L’exchange più conosciuto e importante al mondo è di certo Coinbase, quotato anche al Nasdaq, rappresenta per gli investitori nel settore un sinonimo di garanzia. La piattaforma per negoziare le criptovalute è disponibile sia in web mode sia su dispositivi mobili attraverso app dedicate per Android e Ios. Gli utenti della piattaforma possono fruire di un e-wallet virtuale messo a disposizione gratuitamente per la custodia di asset digitali. Naturalmente il deposito può essere alimentato, oltre che in valuta fiat -sono disponibili vari mezzi di pagamento- anche in criptovaluta.

Crypto.com è una giovane realtà che con merito si sta facendo spazio fra i grandi nomi del settore, in Italia ha addirittura sottoscritto una partnership con la Lega seria A, diventandone sponsor ufficiale. La piazza di scambio presenta un ricco catalogo di sottostanti disponibili alla negoziazione, composto da oltre 100 asset, fra i quali figura persino un proprio token che porta lo stesso nome dell’exchange. Inoltre gli utenti hanno la possibilità di utilizzare una specifica app Defi senza commissioni e con spread estremamente contenuti.

BitPanda è invece è l’exchange di riferimento per tutti coloro che negoziano Bitcoin. La caratteristica principale della piattaforma è rappresenta dalla varietà di mezzi di pagamento preposti ad alimentare il conto trading: infatti, oltre alle classiche opzioni riferibili a bonifici bancari, carte di credito e sistemi di pagamento –Skrill e Neteller-, l’utente può fruire del deposito in contanti attraverso buoni acquistabili presso store autorizzati BitPanda oppure di altri metodi di ricarica come Sofort, Zimpler, Amazon, iDeal, Giropay, per citare i più noti.

Nel panorama della compravendita crypto, Binance rappresenta un vero e proprio Hub di funzionalità: chiunque ne abbracci l’operatività, infatti, può servirsi di un exchange, di un e-wallet virtuale, di una piattaforma di trading comparabile a quelle dei broker online, di un centro di formazione e di una criptovaluta vera e propria –BNB, questo è il nome del token- che può essere utilizzata ad esempio per pagare alcuni servizi del tool.

L’importanza di rivolgersi a società affidabili

 

È chiaro che sottoscrivendo i servizi delle società fin qui analizzate si rimane all’interno di un ventaglio di scelte che annovera esclusivamente nomi di sicuro affidamento. Tuttavia quando si inizia ad investire in questa particolare nicchia di mercato bisogna prestare sempre la massima attenzione nel valutare la controparte operativa, poiché, essendo l’universo crypto, un settore molto giovane e in continua evoluzione, non è raro imbattersi in realtà che potrebbero riservare spiacevoli sorprese.

Infatti la regolamentazione delle criptovalute è un processo ancora in itinere, a maggior ragione in considerazione del fatto che si tratta di finanza decentralizzata, e quindi le armi delle autorità di vigilanza, nel garantire i piccoli risparmiatori, sono ancora piuttosto limitate.