MONDRAGONE. Subappalto fantasma e verbali nascosti. Così è gestito un appalto da 600MILA EURO nel comune di Giovanni Zannini

8 Aprile 2026 - 19:19

Il sindaco de iure, Francesco Lavanga, di professione avvocato, dovrebbe sapere bene cosa stanno vìolando, quali leggi sulla trasparenza non vengono rispettate nel comune di cui è teoricamente guida. E temiamo che non sia l’unica gara messa in queste condizioni nel feudo del consigliere regionale esiliato in Abruzzo

MONDRAGONE (a.c.) – Cercheremo di essere quanto più sintetici possibili, ma ci scuserete in anticipo qualora non riusciremo nel nostro intento, in quanto ci troviamo di fronte ad un pesante carico di informazioni, tutte sulla stessa materia.

Il comune di Mondragone ha pubblicato una determina in cui si rende nota la rimodulazione del piano economico a seguito di una perizia di variante per lavori di rifacimento del manto stradale a causa del fenomeno di subsidenza, ovvero quando se ne viene giù la strada, per dirla semplice. Ma, come spesso accade nei film, e questo articolo sarà degno di un film per la sua narrativa, ci troviamo ad aprire con la parte finale, per poi sviluppare la storia e ritornare sui nostri passi dopo il flashback, non prima di aver analizzato brevemente il quadro economico di questa perizia.

Dai 602 mila e 576,73 euro dell’appalto iniziale con ribasso, e quindi dai 652 mila euro a base d’asta, si passa a 789 mila e 534,43 euro per “eseguire delle lavorazioni ed opere aggiuntive non previste nella fase progettuale. Abbiamo citato la determina perché, come è già successo in passato molte volte e potremmo fare i recenti esempi al comune di Santa Maria Capua Vetere, spesso queste varianti, che già portano un pesante pregiudizio, sono motivate in maniera molto povera e vaga, con le classiche espressioni utilizzate dagli architetti ed ingegneri per “dire tutto e dire niente”.

Partiamo ora con la collocazione temporale: siamo alla fine del 2023 e il comune di Mondragone sceglie di fare un appalto per i lavori manutenzione alle strade con importo totale di 999 mila e 904,69 euro. Capirete bene che quando abbiamo visto questa cifra siamo subito balzati dalle nostre sedie perché, nel corso del tempo, ci siamo trovati davanti anche troppo spesso cifre che potremmo definire “al limite”.

Infatti, parliamo proprio di quelli che sono i limiti imposti dal codice degli Appalti del 2023, in cui c’è una netta differenza tra una gara con importo maggiore o minore di un milione di euro, perché nell’ultimo caso c’è la possibilità di indire una gara, senza bando, con almeno cinque ditte invitate a discrezione dell’Ente, cosa che cambia superando il milione e diventa obbligatorio invitare dieci imprese almeno e redigere un bando di gara.

Una procedura, quindi, molto veloce e comoda per chi affida un appalto e che presta l’occhio per scelte ad hoc per i comuni. Nel caso invece di una gara con cifre superiori a un milione diventa tutto molto più complicato, sia per un ente che ha bisogno di fare le cose in velocità, sia nei casi, sfortunatamente va citato l’esempio perché succede non di rado, ci sia la volontà di favorire l’imprenditore prescelto.

La vicenda in questione, però, non è una simpatica trovata dell’ingegnere Salvatore Catanzano per farci sobbalzare, ma una coincidenza numerica, in quanto l’importo considerato è di circa 890 mila euro, dato che le spese per l’IVA, che in questo caso specifico ammontano a un valore superiore a 100 mila euro, non rientrano nell’importo di gara.

L’appalto è finito nelle mani della Euro Strade Lupo S.r.l., vincitori di una cifra di poco oltre i 600 mila euro, dopo il ribasso presentato dell’8%. La società, con sede legale ad Auletta nell’inoltrata provincia di Salerno, è in mano a Donato Lupo, originario proprio della zona alle spalle del Cilento.

Accantonato e spiegato il primo punto di questa determina, occorre aggiungere che l’intervento è stato verosimilmente diviso dal comune di Mondragone, poiché navigando nell’albo della città della Rocca (che poi ci troveremo in parte a criticare) si possono leggere vari interventi al manto stradale, tutti con denominazione speculare, fatta eccezione per il numero dell’intervento e il codice gara che, ovviamente, cambiano a seconda della procedura che ci troviamo davanti. Potremmo facilmente pensare che al comune di Mondragone abbiano voluto spacchettare questa colossale impresa del rifacimento delle strade, ma, come al solito, l’ipotesi è verosimile ma mai certa.

Come abbiamo scritto poc’anzi, quando vi parlavamo dei limiti, la gara risale al 2023, quindi un periodo d’oro per Mondragone e, se diciamo Mondragone, vuol dire che si tratta di un periodo d’oro per Giovanni Zannini, allora iper attivo nell’ambito amministrativo e negli affari che coinvolgevano la sua città e non solo.

Adesso, però, parliamo delle cose sbagliate. Sull’albo pretorio ci siamo accorti di questa perizia di variante che apre l’articolo, perciò ci è sembrato d’obbligo andare a rivedere gli atti passati, cercando sull’albo storico in cui vengono tratti in rassegna i titoli delle passate determine, ma senza la possibilità di aprire il documento all’interno.

Calma, non è nulla di illegale fin qui, dato che l’albo storico è una sorta di servizio “in più” che i comuni offrono ai cittadini e a chi vuole interessarsi alle vicende amministrative, ma i problemi insorgono quando, tra i titoli in rassegna, arriviamo a leggere “Autorizzazione al Subappalto” in un documento collegato a questa gara. A quel punto è nostro dovere andare sull’Amministrazione Trasparente e informarci a riguardo, se non fosse che non c’è traccia di questo avvenimento.

Non un titolo, non un nome, niente di niente che arrivi solo ad annunciare questo subappalto o qualsivoglia documento dell’intera procedura di gara. Siamo infatti costretti ad arrenderci di fronte a questa che è un’evidente irregolarità, perché tale è, dal momento che non ci è possibile reperire alcun documento su questa ditta subappaltante e sulla propria natura che potrà essere di Castel Volturno, Aversa, San Marcellino, Villa Literno, Casal di Principe o di qualsiasi altro comune.

Si tratta di una violazione di quella legge che vi abbiamo citato già tante (e decisamente troppe) volte vale a dire la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi. Per evitare di essere in qualche modo poco chiari vi citiamo tutti i riferimenti sulla trasparenza che la legislazione italiana ci offre, in ordine di rassegna, tramite il Nuovo Codice degli Appalti, il Decreto Trasparenza e l’ANAC:

Il principio di trasparenza nel D.Lgs. 36/2023 è disciplinato in particolare dagli artt. 20, 27, 35 e 36, che prevedono la pubblicazione degli atti nella BDNCP e il diritto di accesso digitale agli atti di gara.”

E ancora, se avevate dubbi: “Ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs. 36/2023, che prevede la pubblicazione e la piena accessibilità dei dati relativi ai contratti pubblici, nel rispetto del D.Lgs. 33/2013.”

A seguire l’articolo 6 della legge sulla Trasparenza, che spiega bene il modo in cui gli atti devono essere pubblicati come anche sottolineato nella delibera dell’autorità Anticorruzione (Anac) 264 del dicembre 2023 e che vi riportiamo testualmente.

I dati e le informazioni sono pubblicati dalla BDNCP, dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti nel rispetto dei criteri di qualità, espressamente indicati dal legislatore all’articolo 6 del decreto trasparenza, ovvero integrità, costante aggiornamento, completezza, tempestività, semplicità di consultazione, comprensibilità, omogeneità, facile accessibilità, conformità ai documenti originali, indicazione della provenienza e riutilizzabilità.”