Muore a 51 anni schiacciato da un carrello meccanico: a processo il datore di lavoro e il responsabile della sicurezza
11 Febbraio 2026 - 19:56
A seguito dello schiacciamento, Borrelli riportò un politrauma gravissimo che ne causò il decesso
PIGNATARO MAGGIORE – Si è tenuta venerdì 6 febbraio, dinanzi al Gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott. Bottone, l’udienza preliminare a carico di Francesco Boccardi e Angelo Manna, difesi dagli avvocati Renato Jappelli e Filomena Stellato. I due imputati dovranno rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo e violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro in relazione alla morte di Giuseppe Borrelli, operaio della “Comet Sud Costruzioni Metalmeccaniche S.r.l.”.
Al termine dell’udienza, il giudice ha disposto il rinvio a giudizio dinanzi al Giudice monocratico del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott. D’Angelo. Il processo inizierà il prossimo maggio.
Secondo l’impostazione accusatoria, Francesco Boccardi, nella qualità di Amministratore Unico della società e datore di lavoro della vittima, avrebbe violato l’art. 29, comma 1, del D.Lgs. 81/2008, omettendo di adottare le necessarie misure di prevenzione e protezione per eliminare il rischio che i lavoratori potessero accedere all’interno dell’impianto di verniciatura durante il normale funzionamento. In particolare, le porte laterali dell’impianto sarebbero risultate prive dei necessari sistemi di sicurezza idonei a impedirne l’apertura o l’accesso mentre il macchinario era in funzione.
Ad Angelo Manna, Procuratore Speciale delegato per la sicurezza, viene invece contestata la violazione degli articoli 37, comma 1, e 71, comma 1, del D.Lgs. 81/2008. In base all’accusa, non sarebbe stata fornita documentazione attestante l’adeguata formazione e istruzione del lavoratore per le mansioni svolte. Inoltre, nella sua qualità di delegato alla sicurezza, avrebbe messo a disposizione dei dipendenti un impianto di verniciatura ritenuto non idoneo sotto il profilo della sicurezza, poiché le porte laterali non disponevano di sistemi atti a impedire l’intrusione durante il funzionamento del carroponte.
I fatti risalgono alla sera del 5 settembre 2023. Intorno alle ore 21:00, Giuseppe Borrelli, addetto all’impianto di verniciatura e incaricato del carico e scarico delle strutture metalliche, sarebbe entrato all’interno della cabina FINMAT, matricola n. 1C1F10001/2019, nell’area di movimentazione dei carroponti. In quel frangente, l’operaio rimase schiacciato tra la parete della vasca di verniciatura e il carroponte posto alle sue spalle, che si trovava in modalità blocco/emergenza.
A seguito dello schiacciamento, Borrelli riportò un politrauma gravissimo che ne causò il decesso.
Sarà ora il dibattimento a chiarire eventuali responsabilità e a ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’accaduto.
