ORE 17:00 ESCLUSIVA. Respinto il ricorso di Zannini. Resterà fuori dalla Campania e da altre regioni vicine per almeno altri 6 o 7 mesi. Ora dovrà essere sostituito in consiglio regionale da Angela Parente
20 Marzo 2026 - 19:06
La decisione della X sezione del tribunale di Napoli dedicata al Riesame delle misure cautelari concesse o non concesse, è arrivata pochissimi minuti fa, dopo quella di segno opposto, riguardante gli imprenditori Luigi e Paolo Griffo
E’ evidente, come abbiamo scritto qualche minuto fa (clicca e leggi) che per operare una previsione su quella che sarebbe stato l’esito del Riesame per Giovanni Zannini, occorresse capire i motivi per cui il Tribunale di Napoli aveva revocato la misura del divieto di dimora in Campana e nelle regioni viciniore per Luigi e Paolo Griffo. A questo punto possiamo dire che la tesi dell’avvocato difensore Mario Griffo sulla inesistenza dei motivi cautelari per i due imprenditori è stata quella vincente, perché è proprio questo il motivo per il quale la misura è stata revocata.
Di conseguenza, non era possibile formulare alcuna previsione riguardo al destino di Giovanni Zannini ed infatti, la decisione per il consigliere regionale è stata di segno opposto: il riesame ha respinto l’istanza degli avvocati difensori Raucci e Maiello e, dunque, Zannini non potrà calpestare né il suolo della Campania, né quello del Lazio, della Puglia, del Molise e della Basilicata.
Ora Zannini non potrà tornare a fare il consigliere regionale e a questo punto scatterà sicuramente la procedura di surroga provvisoria che premierà Angela Parente, seconda classificata della lista di Forza Italia e prima dei non eletti. Zannini, ora, dovrà aspettare almeno sei mesi, se non sette, affinché la Corte di Cassazione, a cui i suoi avvocati difensori si rivolgeranno, si pronunci a sua volta sulla misura cautelare.
Durante questo periodo potrebbe anche arrivare la formale chiusura delle indagini preliminari e la richiesta di rinvio a giudizio per lui, sia per il reato di corruzione, sul quale il Riesame si è pronunciato oggi, in merito all’ormai famosa vicenda della procedura farlocca organizzata per favorire Luigi e Paolo Griffo e il loro caseificio con la ricompensa rappresentata dal fine settimana da vip vissuto in quel di capri e di cui ci siamo occupati minuziosamente negli ultimi giorni (clicca qui per legger la seconda puntata del nostro focus) ma anche per il reato di concussione riguardante e presunte pressioni minacciose sviluppate dal consigliere regionale per ottenere il siluramento, che poi di fatto si verificò dell’allora direttore sanitario dell’Asl Enzo Iodice.
Una vicenda quest’ultima, sulla quale pende anche il ricorso della Procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere che al tribunale del Riesame di Napoli ha chiesto a sua volta la revoca della decisone del gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere Daniela Vecchiarelli di non emettere alcuna misura cautelare, a partire dal carcere domiciliare in giù nei confronti sempre dell’indagato principale di questa indagine.
