Ore di sostegno ridotte, il Tar annulla il piano educativo e condanna il Ministero
11 Gennaio 2026 - 17:00
Il Tar ha ribadito che il sostegno scolastico è un diritto fondamentale e non finanziariamente condizionato, richiamando la consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale
AVERSA – Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un minore con disabilità grave al 100%, frequentante l’Istituto professionale “Rainulfo Drengot” di Aversa, annullando il Piano Educativo Individualizzato (PEI) che prevedeva solo 18 ore settimanali di sostegno a fronte di 32 ore di frequenza scolastica.
Secondo i giudici, il PEI adottato per l’anno scolastico 2025/2026 risulta illogico e contraddittorio, poiché riconosce la necessità di un supporto continuo ma assegna un numero di ore insufficiente a garantire il diritto allo studio e all’inclusione dell’alunno.
Il diritto al sostegno non può dipendere dall’organico
Il Tar ha ribadito che il sostegno scolastico è un diritto fondamentale e non finanziariamente condizionato, richiamando la consolidata giurisprudenza della Corte Costituzionale. Le carenze di organico o i limiti di bilancio, sottolinea il Collegio, non possono giustificare la riduzione delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità grave.
Nel caso esaminato, la limitazione delle ore era stata motivata dalla scuola con la mancanza di docenti di sostegno, circostanza ritenuta inammissibile dai giudici. L’Amministrazione scolastica, infatti, avrebbe dovuto attivare per tempo la procedura di richiesta dei posti di sostegno “in deroga”, prevista dalla normativa vigente proprio per garantire la copertura dei bisogni effettivi degli studenti.
PEI centrale e ruolo decisivo del dirigente scolastico
Ampio spazio viene dedicato nella sentenza al ruolo del Piano Educativo Individualizzato, che deve essere costruito esclusivamente sulle esigenze dell’alunno e non sulle disponibilità organizzative della scuola. Il Tar sottolinea inoltre la responsabilità del dirigente scolastico, chiamato a rilevare il fabbisogno reale e a richiedere le risorse necessarie prima dell’inizio dell’anno scolastico.
Condanna e commissario ad acta
Il Tribunale ha quindi:
• annullato il PEI nella parte relativa alle ore di sostegno;
• accertato il diritto del minore alla copertura integrale dell’orario scolastico (rapporto 1:1);
• ordinato all’Amministrazione di adeguarsi alla decisione entro 15 giorni.
In caso di inottemperanza, è stata prevista la nomina di un Commissario ad acta per garantire l’esecuzione della sentenza.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito è stato infine condannato al pagamento delle spese processuali, quantificate in 2.000 euro.
