PROCESSO CANTIELLO-FLORIO. Michele Zagaria in Appello: “Nessuna minaccia. Ho denunciato per falso operatore del carcere de L’Aquila”

CASAPESENNA  (Tina Palomba) – Processo in Corte di Assise di Appello dei delitti Cantiello-Florio. Nel corso dell’arringa del collegio difensivo, dopo la richieste del procuratore generale ( fatte qualche mese fa), Michele Zagaria, detenuto al 41 bis nel carcere de L’Aquila, ha fatto dichiarazioni spontanee.

Michele Zagaria

Il boss del clan dei Casalesi, per il quale per questo duplice delitto è stata chiesta la condanna all’ergastolo, ha detto in videoconferenza: “Io nell’ultima udienza non ho voluto lanciare nessuna minaccia alla Corte e a nessuno. Avevo semplicemente chiesto di parlare con mio difensore. Quello che ha detto l’operatore del carcere è falso e già ho provveduto a fare la denuncia contro di lui”.  Il  processo per la sentenza dei delitti Antonio Cantiello e Domenico Florio (alias maghetto), duplice omicidio, i cui cadaveri vennero incendiati in due copertoni di trattori e le cui ceneri vennero disperse in un corso d’acqua di Santa Maria la Fossa, e quello di Vincenzo Mauro è atteso a metà mese.

Ecco le richieste del procuratore generale: assoluzione per Maurizio Capoluongo; 26 anni per Antonio Del Vecchio; 26 anni per Antonio Mezzero; 30 anni per il delitto Cantiello-Florio a Francesco Schiavone alias Cicciariello e assoluzione per il delitto Mauro. Invocata pure l’assoluzione per Vincenzo Zagaria per il delitto Mauro; assoluzione per Giovanni Izzo e  per Salvatore Nobis, detto scintilla. Nel collegio difensivo gli avvocati Paolo Caterino, Angelo Raucci e Mirella Baldascino