CHE CASINO sugli straordinari di una dipendente dell’OSPEDALE DI CASERTA. Il giudice, papà del cantante Achille Lsuro, le dice sì, poi si ribalta tutto in Appello e rischia di pagare lei
5 Aprile 2026 - 15:30
Una lavoratrice aveva ottenuto in primo grado il pagamento di compensi per lavoro straordinario festivo e l’ospedale aveva eseguito il pagamento. Successivamente, però, la sentenza è stata riformata in appello, stabilendo che quelle somme non erano dovute. L’ospedale ha quindi avviato una nuova causa per ottenere la restituzione dei soldi pagati
CASERTA – La Corte di Cassazione attraverso la Sezione Lavoro, torna a pronunciarsi su un tema centrale del diritto processuale del lavoro con l’ordinanza del 25 marzo 2026, con la quale ha respinto il ricorso dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, chiarendo in modo netto i limiti della sanatoria dei vizi processuali.
La vicenda trae origine dalla richiesta di una lavoratrice di ottenere il pagamento di compensi per lavoro straordinario festivo. Dopo una prima decisione favorevole del Tribunale di Napoli, successivamente riformata in appello, l’Azienda aveva agito per recuperare le somme già versate. Tuttavia, la domanda restitutoria è stata dichiarata inammissibile dalla Corte d’Appello per un vizio preliminare: la mancanza della procura alle liti al momento dell’introduzione del giudizio.
La Suprema Corte conferma l’impostazione della Corte territoriale, ribadendo un principio consolidato: nel processo del lavoro, la procura alle liti è requisito essenziale dell’atto introduttivo e deve esistere al momento del deposito del ricorso. In mancanza, non si è in presenza di un semplice vizio formale, ma di una vera e propria inesistenza giuridica dell’atto processuale.
L’unica alternativa, sottolinea implicitamente la Corte, sarebbe stata quella di iniziare un nuovo giudizio valido, abbandonando quello viziato Il ricorso dell’Azienda è stato quindi definitivamente respinto, con condanna alle spese.
