PROVINCIA. E’ dell’imprenditore Carlo Amato, sotto processo per corruzione e colpito da interdittiva antimafia, la ditta dei lavori da 300 MILA EURO sul Volturno?
14 Gennaio 2026 - 15:29
Non esistono legami economici diretti tra la Somes e il 66enne di San Cipriano, trasferitosi da anni a Minturno. Ma tre cose che abbiamo scoperto in queste ore ce lo fanno ritenere quantomeno verosimile: una sede sociale identica, il lavoro dei colleghi di LatinaTu e l’attuale titolare della ditta che sembra uno sconosciuto. Ovviamente, siamo a disposizione di tutte i citati nell’articolo qualora volessero rispondere nel merito
QUESTO È UNO DEGLI ARTICOLI CHE TRA POCHI GIORNI SARANNO IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI DI CASERTACE
CASERTA (g.g./l.v.r.) – Torniamo indietro nel tempo. All’estate del 2024, agosto, quando l’amministrazione provinciale di Caserta, al tempo guidata dal presidente Giorgio Magliocca, pochi mesi prima di subire quella perquisizione che fece emergere l’indagine ai suoi danni su presunti appalti truccati, condizione che lo portò alle dimissioni, aggiudicava l’appalto da 272 mila euro per i lavori di manutenzione straordinaria dell’alveo del fiume Volturno nel tratto che costeggia il centro abitato di Capua.
La ditta aggiudicataria è stata la Somes, con sede a Villa Di Briano, nel cuore dell’agro Aversano, come più o meno il 90% delle ditte che vincono appalti alla provincia di Caserta, praticamente tutte con sede in questo territorio.
Somes crediamo abbia anche concluso i suoi lavori, affidati dal settore al tempo – e ancora oggi – guidato dal dirigente Gianni Solino, ovvero l’area Ambiente. Si trattò di una delle microgarette, con solo 5 ditte invitate e addirittura tre partecipanti. Ovvero quelle procedure rapide che noi critichiamo aspramente da decenni, visto che distrugge ogni tipo di concetto di concorrenza. E in passato di casi simili che hanno visto un apparecchiamento tra ditte o un accordo a monte per la vittoria dell’appalto, ahinoi, ci sono stati. E dato che l’amministrazione provinciale di Caserta ha diversi precedenti storici e recenti di procedure di gara alterate, truccate, meno ditte in gara ci sono e più rizziamo le antenne.
SOMES, CUORE NELL’AGRO AVERSANO E TITOLARE DI GAETA
Attualmente, il titolare rappresentante e possessore del 100% delle quote è un uomo di 51 anni, residente e nato a Gaeta, che si chiama Raffaele Millefiori. Cercando un po’ in giro nel web, l’unica persona che ha questo nome e risiede in zona si segnala come un operaio, un saldatore dell’impresa Finucci di Fiumicino. Si tratta della stessa persona? Forse sì, verosimile, ma anche strano, perché allora il legale rappresentante di una ditta che fa milioni di euro di commesse pubbliche è contestualmente anche un operaio per un’altra impresa.
A mezz’ora di macchina da Gaeta c’è Minturno, dove ha trovato la sua casa un’imprenditore di San Cipriano d’Aversa, ovvero Carlo Amato. Il 66enne sta affrontando da diversi anni un processo su un presunto sistema corruttivo in atto tra Formia, Civitavecchia e la locale autorità portuale, ma anche un’altra vicenda giudiziaria per corruzione connessa al porto di Gaeta.
In questo ultimo caso, al centro delle indagini della Finanza c’è l’affidamento di un appalto da circa 103.000 euro per la manutenzione straordinaria della pavimentazione della “Banchina di Riva della Darsena dei Pescherecci di Gaeta”.
Secondo l’accusa, i due funzionari pubblici avrebbero ricevuto dall’imprenditore Amato tangenti e favori – tra cui, secondo quanto riferito, il trasporto e l’installazione di una piscina presso un B&B di Formia – in cambio di aver agevolato l’aggiudicazione dell’appalto alla sua società. Le indagini avrebbero inoltre accertato che, già in fase di sorteggio per la partecipazione alla gara, sette delle dodici società ammesse erano riconducibili allo stesso Amato.
I GUAI GIUDIZIARI DELL’IMPRENDITORE CARLO AMATO E LE DUE CONNESSIONI CON SOMES
Nella prima vicenda, invece, quella che riguarda il comune di Formia, è coinvolto anche l’ex consigliere regionale di Forza Italia in regione Lazio, Giuseppe “Pino” Simeone, 63 anni. A suo carico, secondo gli inquirenti, graverebbe l’ipotesi di corruzione aggravata. L’episodio contestato risalirebbe al gennaio 2013, quando Simeone era consigliere comunale a Formia. Avrebbe accettato la promessa di 10.000 euro dall’imprenditore Amato, secondo le accuse, per favorire le società dell’uomo di San Cipriano in future gare d’appalto e in una procedura di concessione di un’area comunale formiana.
Ora, noi abbiamo trovato riferimenti a questo processo come ancora in corso. In caso di definizione della procedimento, un’archiviazione, una condanna, un’assoluzione, saremo lieti di aggiornare lo scritto.
Ma perché colleghiamo la vicenda di Carlo Amato alla vita della Somes? Lo facciamo partendo dai sempre attenti colleghi di latinatu, che tanto hanno lavorato sulle carte di questi procedimenti. Infatti, nei loro articoli, ma anche in quelli di altre testate, Carlo Amato viene definito come titolare delle società Icem srl e Somes Srl. Della prima, la Icem, conosciamo la fine non meravigliosa che ha fatto. Non è fallita, però è stata oggetto di un provvedimento interdittivo antimafia nel 2013, emesso dalla Prefettura di Latina su richiesta di quella di Crotone, per presunte infiltrazioni della ‘ndrangheta in un appalto portuale calabrese.
Qualcuno potrà pensare ad un caso di omonimia con la ditta dell’appalto alla Provincia di Caserta. A nostro avviso, molto difficle. E lo diciamo grazie ad un vecchio documento di Somes, comparato a uno della Icem. Allora, La Somes, fondata nel 2004, ha visto nel tempo un preciso passaggio di proprietà e controllo
All’inizio, dalla costituzione fino al novembre 2016, l’unica proprietaria e amministratrice era Diana Elisabetta, originaria di San Cipriano, come Carlo Amato, con la sede a Casapesenna, in via Cagliari, 9. Stessa città, stessa strada di una delle sedi secondarie della Icem, ovvero la società di Carlo Amato: Casapesenna, via Cagliari, 9
Nel novembre 2016, poi, la proprietà di Somes è cambiata: Ermanno Petrenga è subentrato come nuovo e unico socio, diventando anche amministratore unico. Con questo passaggio, la sede dell’azienda è stata spostata a Villa di Briano, dove è ora. Tra l’altro, l’ex amministratore unico di questa impresa avrebbe lasciato la ditta un anno prima di essere assunto come dipendente alla provincia di Caserta, in uno dei tanti concorsi targati Giorgio Magliocca-Giovanni Zannini, divenuti argomento prima di un’inchiesta di CasertaCe e poi di un fascicolo d’indagine della procura di Santa Maria Capua Vetere. Infine, dal luglio 2021, la società è passata nelle mani di Raffaele Millefiori, il presunto saldatore.
UN RAGIONEVOLE DUBBIO
Ora, la Somes è iscritta nella white list provinciale della prefettura di Caserta e quindi può avere rapporti, può stipulare contratti con la pubblica amministrazione. Detto ciò, conoscendo la prassi di centinaia di imprenditori, sia coinvolti in vicende giudiziarie o ammnistrative, come è un’interdittiva antimafia, sia semplicemente per scelta economica, di affidare ditte, società a persone vicine, di fiducia; conoscendo il fatto che Somes viene segnalata in un’inchiesta, riportata dai colleghi di LatinaTu, come un’impresa il cui dominus è Carlo Amato; conoscendo la circostanza che l’attuale titolare della Somes abita a Gaeta, a mezz’ora di macchina da Minturno, luogo delle fortune e delle vicissitudini di Carlo Amato; e infine, conoscendo la connessione tra Icem, colpita da interdittiva antimafia, e Somes, che per anni nello stesso stabile, in via Cagliari, 9, a Casapesenna, hanno avuto la loro sede; conoscendo tutte queste informazioni, possiamo ritenere impossibile, inverosimile l’ipotesi che la Somes e, di riflesso, questo appalto di manutenzione, bandita dalla Provincia, sia in mano a un imprenditore sotto processo per corruzione in due casi e colpito da interdittiva antimafia?
A noi, la storia sembra plausibile.
