REGGIA. Le polemiche per il pesce d’aprile della Reggia ed i lecci sempre in primo piano…

3 Aprile 2026 - 07:53

Caserta (pm) –  Dopo la trovata del pesce d’aprile che la direzione della Reggia ha ritenuto opportuno mettere in scena come l’ultimo degli zuzzerelloni, passiamo a questioni più serie che la riguardano.

Nel tardo pomeriggio dell’altro ieri, ventoso come i giorni precedenti, un imponente albero del Parco Reale si è abbattuto lungo il muro di cinta di confine con via Santorio. Arrestatasi sulla struttura tufacea, la pianta ha invaso l’intera carreggiata con la vasta chioma ed i suoi cospicui e ponderosi rami. Per fortuna, al momento del fatto non passava nessuno in quel tratto di strada per solito trafficato, ma un automobilista proveniente dall’incrocio limitrofo ha potuto riprendere le fasi dello schianto. Vi proponiamo il breve video che ne è stato realizzato e che abbiamo estrapolato dal sito del tiktoker di “…sputo fatti di Caserta” Maurizio Raimondo, assieme ad una galleria fotografica dei momenti successivi al crollo dell’albero.

Sia chiaro: nessuno ignora che, in una giornata di maltempo, un albero possa cadere. Il punto è che parliamo del parco reale e di una zona di esso di cui viene detto che la componente  boschiva è sottoposta alla massima vigilanza anche grazie all’impegno di risorse finanziarie non da poco.

Per giunta, la direttrice Maffei, in un’intervista riguardo al “pesce d’aprile” che ha destato diverse perplessità, ha replicato alle contestazioni ricevute sui social con i toni piuttosto moraleggianti che le appartengono. Ha infatti assimilato tali critiche — da lei liquidate come superficiali e infondate — alle storiche proteste contro l’abbattimento dei lecci.

Così ha stigmatizzato chi è pronto «…subito a indignarsi, come i tanti che si improvvisano esperti di botanica nel dirsi contrari all’abbattimento dei lecci». Se sul numero dei “tanti” evocati siamo più che d’accordo — la petizione “Fermiamo l’abbattimento di 750 lecci nella Reggia di Caserta!” su Change.org sfiora al momento le 7.800 firme — il discorso sulla competenza è ben diverso. Come già abbiamo avuto occasione di dire, le perizie tecniche presentate dalle associazioni ambientaliste contrarie all’intervento radicale sui filari dei lecci della via d’Acqua non hanno nulla di meno, per valore scientifico, da quelle ufficiali. A ciò si aggiungano le prese di posizione dei rappresentanti politici del territorio, che hanno presentato ben cinque interrogazioni parlamentari per mettere in dubbio l’appropriatezza dei piani della direzione museale.

In ogni caso, i nodi verranno presto al pettine. Ieri sono scaduti i termini per la richiesta di accesso agli atti presentata dal neocostituito comitato “Insieme per proteggere i 750 lecci della Reggia di Caserta“. Una volta consultato il dossier disponibile si potrà fare chiarezza sulla vicenda.

Tuttavia, ai promotori della richiesta è stata anticipata una risposta parziale, che si riservano di ufficializzare nelle prossime ore. Stando a quanto ci dicono, pare sia stato eccepito loro che i documenti di pratica non possano essere divulgati per presunte esigenze di privacy e per salvaguardare l’imparzialità delle gare d’appalto in corso. Sarà certamente così e lo verificheremo in seguito. Resta però il fatto che, a nostro giudizio — e ciò vale per il Comune di Caserta, la Provincia e ogni altro ente pubblico — chiunque interagisca con la Pubblica Amministrazione non può vantare alcuna riservatezza che ecceda la sfera intima personale. Le istituzioni pubbliche, per definizione, devono essere “case di vetro”.