S.MARIA C.V. Denuncia presunte negligenze del medico di base per un’anziana invalida: tutore finisce a processo per diffamazione

24 Febbraio 2026 - 09:09

È ciò che sta accadendo a un cittadino di Santa Maria Capua Vetere

SANTA MARIA CAPUA VETERE – Il caso di presunta malasanità che ha visto vittima il piccolo Domenico e che ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana riporta con forza al centro del dibattito un tema tanto delicato quanto scomodo: nella sanità esistono professionisti straordinari che operano con dedizione e sacrificio, ma anche “mele marce”, medici e paramedici sciatti o negligenti, le cui condotte possono incidere pesantemente sulla vita dei pazienti più fragili.

E quando un cittadino decide di denunciare? Spesso si trova davanti a un muro di gomma. È ciò che sta accadendo a un cittadino di Santa Maria Capua Vetere.

Siamo nel 2024. Il tutore legale della signora M.A., anziana, malata e non deambulante, chiede ripetutamente al medico di base della donna di effettuare visite domiciliari. Non solo. Il tutore sollecita anche l’avvio della pratica di invalidità, mediante l’invio all’INPS del certificato medico telematico, e la consegna di un referto medico specialistico che, a quanto riferito, la dottoressa avrebbe trattenuto per circa due mesi.

Un documento fondamentale, sia per il Tribunale sia per l’INPS, indispensabile per garantire alla signora le cure specialistiche necessarie e per ottenere le provvidenze economiche previste dalla legge.

Nel frattempo, anche le operatrici socio-sanitarie della casa di riposo dove la signora soggiornava avrebbero incontrato difficoltà nell’ottenere dal medico di base le prescrizioni corrette delle terapie indicate dal neurologo, in particolare per quanto riguarda i dosaggi.

Una situazione che si protrae in un periodo in cui il cambio del medico di base risultava complesso. Il trasferimento ad altro professionista avverrà solo sette mesi dopo.

Con l’arrivo della nuova dottoressa, le cose cambiano: vengono effettuate visite domiciliari, viene trasmesso il certificato medico telematico all’INPS per l’ottenimento dell’indennità di accompagnamento e vengono finalmente avviate le cure necessarie.

Dopo l’ennesimo insulto ricevuto per iscritto – sempre secondo la versione del tutore – quest’ultimo decide di presentare un esposto all’Ordine dei Medici e all’ASL competente.

Ma la vicenda prende una piega inaspettata: il medico di base querela il tutore per diffamazione. Il sostituto procuratore, a seguito della querela, non dispone l’archiviazione e procede con la citazione diretta a giudizio davanti al Giudice di Pace.

L’udienza è fissata per la fine di marzo.

A difendere il tutore legale saranno gli avvocati Crisileo.