S.MARIA C.V. Il dirigente D’Aco affida l’appalto per la disinfestazione ai Verolla, “sponsorizzati” da Nicola Ferraro

11 Marzo 2026 - 11:29

Il titolare della Ecosan Italia, Paolo Verolla, risulta indagato dalla DDA di Napoli per aver favorito, senza farne parte, il clan dei Casalesi tramite la figura di Nicola Ferraro. Mentre Domenico Romano, storico collaboratore di Ferraro, arriva a definire il suo ex capo come “socio occulto” di diversi imprenditori tra cui, proprio i Verolla

SANTA MARIA CAPUA VETERE (a.c.) – “Ogni anno il Comune di S. Maria C.V. provvede ad effettuare interventi di deblattizzazione e disinfestazione sull’intero territorio comunale a partire dal periodo primaverile e per tutta l’estate“. Apriamo il nostro articolo con una citazione diretta alla determina che vi pubblichiamo, come sempre, in calce all’articolo.

Questo sia per semplificare la comunicazione, seppur si tratti dun concetto abbastanza semplice di per sé, sia per usare direttamente le parole espresse dal dirigente Giancarlo D’Aco e dal RUP Antonella De Rosa. Una coppia che abbiamo già incontrato in passato e che, in qualche occasione, abbiamo criticato per alcune scelte discutibili o redazioni di documenti non del tutto ortodosse.

Il nostro lavoro di oggi consiste nello scirivere in merito ad un affidamento diretto operato dal comune di Santa Maria Capua Vetere per la deblattizzazione e disinfestazione sul terriorio comunale. L’operazione è abbastanza vasta e comprende una superificie pari a 25 mila metri quadrati, per un impiego totale di circa 40 mila ml di agenti disifestanti.

Il comune ha scelto di affidare il progetto, in seguito alla presentazione di un’offerta economica, alla Ecosan Italia Srl, società con sede legale a Milano che vede come responsabile legale Paolo Verolla, 35enne di Lusciano. L’importo è di 20 mila e 500 euro alla ditta aggiudicataria, mentre il totale importo dei lavori raggiunge la cifra di 25 mila euro.

Il nome di Paolo Verolla, insieme a quello dell’omonimo cugino e di tanti altri, è all’interno dell’inchiesta della DDA di Napoli sugli appalti per pulizia, rifiuti e sanificazioni nelle Asl campane che ssarebbero stati pilotati da Nicola Ferraro, ex consigliere regionale e in passato condannato in via definitiva per reati di camorra. Si tratta dell’indagine che portò al suo arresto – poi scarcerato -, stessa cosa dicasi per il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida.

Spesso la famiglia Verolla ha lavorato a stretto contatto con i Raia, altra famiglia importantissima nelle dinamiche regionali: Paola Raia, è stata in passato consigliera regionale di Forza Italia, salvo passare, armi e bagagli, alle elezioni 2020 nella squadra del governatore Vincenzo De Luca. Poi c’è Francesco Raia e Luigi, non sappiamo se ancora Direttore Generale dell’Agenzia Regionale per la promozione del Turismo della Campania. Una vicinanza che segnalammo anche relativamente ad un appalto da 12 milioni dell’ASL Caserta (CLICCA E LEGGI).

Per il patron di Ecosan Italia Srl, invece, nei mesi scorsi la DDA ha richiesto l’arresto in carcere da parte del pubblico ministero Maurizio Giordano, misura negata prima dal Gip e poi dal tribunale del Riesame. Una circostanza che, ovviamente, non cambia lo status di indagato da parte dell’imprenditore.

Nelle dichiarazioni di Domenico Romano, faccendiere vicino a Nicola Ferraro, che ha deciso di rilasciare dichiarazioni ai pm della DDA, emerge un quadro secondo cui, in base a quanto dice Romano, l’ex consigliere regionale di Casal di Principe è socio occulto di alcune imprese, fra cui quelle di “Verolla, Montanino e Rea”. Sempre Romano specifica la posizione di Ferraro quale regista occulto tra imprese napoletane e casertane, in modo da non infastidirsi e muoversi negli appalti dell’Asl.

Chiaramente, Ecosan Italia e Verolla non sono colpiti da interdittive di qualsivoglia tipologia, ma la scelta di affidare in maniera diretta, arbitraria da parte dell’Ufficio tecnico del comune guidato dal sindaco Antonio Mirra, un appalto, seppur di valore non esorbitante, a nostro avviso, va un po’ contro al concetto di opportunità.

Cosa diversa fosse stata se i Verolla avessero vinto questa gara, una procedura aperta dove tutti possono partecipare e viene premiata la migliore offerta. E invece no, non è andata così. Allora ci chiediamo, era opportuno scegliere, tra le migliaia di ditte che si occupano di sanificazione, proprio l’impresa di un soggetto indagato per aver supportato economicamente, pur non facendone parte, il clan dei Casalesi, attraverso la figura di Nicola Ferraro, come è scritto dai pm nel capo d’imputazione relativo al reato di concorso esterno in associazione mafiosa?