S. MARIA C.V. Non convince, ma proprio per nulla, la proposta di delibera del sindaco Mirra per l ‘Apericentro organizzato nel giorno di Pasqua dall’associazione del super votato Enrico Di Rienzo. E vi spieghiamo il perchè

8 Aprile 2026 - 14:20

L’esenzione dal pagamento dalla tassa per l’occupazione del suolo pubblico non è un’ operazione munifica che si può fare a cuor leggero utilizzando “a capocchia” la potestà del primo cittadino e della giunta. Tra le altre cose non è privo di significato e di conseguenza il fatto che Città Giovane sia una Onlus

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SANTA MARIA CAPUA VETERE(g.g.) La proposta di delibera, formulata alla giunta comunale dal sindaco Antonio Mirra, suscita in noi più di una perplessità. Intanto illustriamo in linea di massima il contenuto di questo documento: il sindaco chiede all’organo delle deliberazioni esecutive e di indirizzo di concedere la partnership e occupazione di suolo pubblico per l’evento “Apericentro Easter Edition – III edizione”, previsto per il 5 aprile 2026 in piazza Malatesta. Ciò in considerazione di quelli che il primo cittadino definisce meriti già acquisiti sul campo dall’associazione Città Giovane, creatura – questo lo aggiungiamo noi – riferibile direttamente o più o meno indirettamente a colui che, numeri delle urne alla mano, è il più amato dai sammaritani visto che alle ultime elezioni amministrative del 2022 Enrico Di Rienzo ha sfiorato la mirabolante cifra di 900 preferenze personali, attestandosi precisamente a 895.

Ora, siccome noi siamo diventati di una bontà quasi imbarazzante rispetto alle asprezze e agli spigoli che hanno connotato il modo con cui abbiamo affrontato certi argomenti, fino a qualche tempo fa, commentiamo francescanamente questa lettera – esortazione.

Se fossimo stati noi di CasertaCe, per assurdo, dato che noi in “botteghe del genere” non potremmo mai biologicamente entrare, degli assessori o anche un solo assessore della giunta di Antonio Mirra avremmo abbracciato fraternamente con un doveroso “pace e bene fratello” quest’ultimo nel corridoio del Comune annunciando che, formalità per formalità, gli avremmo sempre fraternamente e per il suo bene avremmo rispedito al mittente questa sua lettera, questa sua proposta di deliberazione.

Ma non per malanimo, per carità in questo caso avremmo fatto peccato con necessaria trasferta ad Assisi con finalità di immediata confessione. Ma semplicemente perchè dopo anni e anni di esercizio della carica sindacale, colui che resta fondamentalmente un buon uomo, possa finalmente dare un po’ di spessore ad un atto amministrativo assolutamente arronzato e nel quale non si intravede neppure una traccia di una buona caratura istituzionale.

Primo punto: cosa significa – ed entriamo in qualche passaggio di contenuto del documento in questione – la parola partnership? Per come è strutturato il periodo contenente questo termine inglese, non significa nulla oppure, con modalità un po’ capziose, significa una cosa molto concreta ma che per certo non si può riassumere utilizzando il termine partnership.

In pratica, all’associazione Città Giovane, il comune di Santa Maria Capua Vetere concede, così come poi ha effettivamente concesso, l‘utilizzo gratuito di un suolo pubblico per insediarvi sedie e tavolini finalizzati alla somministrazione di aperitivi che a differenza dell’utilizzo del suolo pubblico non sono stati gratuiti. Parliamo al passato perchè la manifestazione si è svolta nel pomeriggio del 5 aprile, giorno di Pasqua.

La domanda è d’obbligo: la partnership consiste nell’utilizzo gratuito del suolo pubblico o anche in qualche altra forma di provvidenza materiale o immateriale erogata all’associazione promossa da Enrico Di Rienzo? Un comune può diventare partner di una manifestazione concedendo ad esempio un patrocinio gratuito o un patrocinio accompagnato da un contributo economico. A condizione che l’iniziativa debba avere una chiara caratterizzazione sociale. Ora, organizzare un mega aperitivo in piazza non è da tutti. Occorre un’organizzazione, occorre uno spirito di intraprendenza, che probabilmente Di Rienzo e i suoi associati posseggono anche però grazie alla posizione privilegiata che il citato Di Rienzo ospita nella stanza dei bottoni del Comune di Santa Maria Capua Vetere dove i suoi quasi 900 voti di preferenza raccolti fanno di lui, riteniamo, il consigliere comunale anziano, incutono molto rispetto soprattutto in questo tempo distante soli dalle prossime elezioni comunali.

Secondo punto: la denominazione ufficiale dell’associazione di Di Rienzo è “Città Giovane Onlus”. Mo’, mettiamo che l’ipotetico assessore Guarino legga, nell’esercizio di questa funzione, la proposta del sindaco. Prima lo abbraccio, poi lo bacio, poi gli dico per la millesima volta che è un buon uomo, un formidabile galleggiatore del tirare a campare. Subito dopo, mettendogli sempre una mano sulla spalla propinandogli un altro pace e bene fratello che non giusta mai, gli dico: tu sai ben cosa significa Onlus, mica ti devo spiegare anche questo? Ma tu Antonio lo sai bene perchè qualche volta ci sei, ma molto spesso ci fai, (ti conosco mascherina).

Avresti dovuto spiegare nella proposta di delibera le dinamiche precise di questa manifestazione: gli ingredienti per gli aperitivi li compra, li acquisisce direttamente l’associazione Onlus che poi attraverso volontari, magari barman già affermati pronti a dare una mano, confeziona il prodotto finito oppure gli aperitivi escono dai banconi di alcuni bar di Santa Maria Capua Vetere? I soldi che sono incassati vanno in quota parte anche ai bar che producono l’aperitivo? Esiste, poi, una quota parte che finisce anche nelle casse dell’associazione? Perchè, se i bar incassano mettiamo 1 euro, 2 euro ad aperitivo questi esercizi stanno operando in un contesto dentro al quale la ragione economica, del loro legittimo lucro di aziende commerciali vengono agevolate da una esenzione totale della tassa per l’occupazione del suolo pubblico o Tosap che dir si voglia.

Ordunque, quando l’aperitivo di piazza Malatesta viene servito ad un tavolo e quell’aperitivo produce un incasso tot del tale bar, in un’altra zona della città, mettiamo corso Garibaldi, un altro locale di somministrazione sta servendo a sua volta un aperitivo a cui magari deve imporre un prezzo più alto perchè questo contiene, in quota parte, anche il costo della tassa di occupazione di suolo pubblico che quel bar di nome Tizio paga quel giorno a differenza del bar di nome Caio che agisce in comunione con l’associazione di Di Rienzo. Ciò costituisce una lesione dei principi della concorrenza. E allora o tu, fratello Antonio, fai un consorzio temporaneo di tutti i bar della città a cui quel giorno concedi l’esenzione dal pagamento della tassa o altrimenti hai violato un principio fondamentale, di tipo costituzionale, che definisce l’esistenza delle tasse, delle imposte e dei tributi solo in quanto questo rappresenta il contributo che ogni cittadino, ogni impresa erogano per consentire all’ente pubblico territoriale o, direttamente allo stato, di tradurre quel gettito in servizi resi alla collettività.

Per quanto riguarda l’eventuale quota parte incassata dall’associazione questa deve essere destinata fino all’ultimo millesimo di euro a scopi sociali perchè quella parola Onlus vicino la denominazione di Città Giovane non è un complemento d’arredo, un abbellimento, un ingentilimento del nome dell’associazione ma è un qualcosa che permette a questo soggetto giuridico di non essere sottoposto ad una serie di obblighi fiscali, alla tenuta di libri contabili che invece gravano sulla vita delle associazioni che hanno scopi di lucro le quali, tra i loro costi, annoverano anche significative uscite per i commercialisti e per il pagamento di tasse dovute allo stato.

Si tratta di diritto privato spicciolo associato a un po’ di diritto commerciale. Antonio Mirra che è un buon avvocato, queste cose le sa e dunque, nel caso di specie, non ci è, ma ci fa. Ora tutto questo che abbiamo scritto non costituisce una somma di affermazioni. Ma si tratta di interrogativi, di domande, che la proposta di delibera firmata dal sindaco Antonio Mirra non soddisfa al punto di rendere questa irricevibile. Ma sempre con cortesia e gentilezza, per carità.

QUI SOTTO IL TESTO DELLA DELIBERA