SCANDALO A CASERTA. Perquisizione dei carabinieri e presi i telefoni a Biagio Esposito e alla figlia Dora. L’estorsione a Carlo Marino e il postofisso promesso da Zannini per i voti
22 Aprile 2026 - 12:53
Al momento ci dicono che Dora Esposito non è indagata. Il dubbio viene perché ha subìto una perquisizione e un sequestro dai carabinieri. Probabile allora che sia iscritto nel registro delle notizie di reato, ma non è certo
CASERTA – E’ interessante la posizione di Dora Esposito, figlia di Biagio Esposito, ex assessore al comune di Caserta, indagato dalla procura di Santa Maria Capua Vetere per il reato di corruzione, assieme a Giovanni Zannini, terzo filone di inchiesta sammaritano sul consigliere regionale, ora sospeso dopo il divieto di dimora che l’ha colpito, e per il reato di estorsione nei confronti dell’ex sindaco Carlo Marino.
Ed è interessante perché stamattina i carabinieri di Caserta hanno eseguito una perquisizione domiciliare nei confronti del papà e della ex consigliere comunale del capoluogo. I militari hanno acquisito dispositivi informatici, tra cui smartphone, al fine di verificare quanto emerso nel corso di intercettazioni telefoniche.
Quindi, come quasi sempre avviene, Dora Esposito, che ha subìto sequestro e perquisizione, è indagata? Probabilmente sì, ma può capitare che la perquisizione riguardi un’indagine su altre persone e che i carabinieri cerchino prove, oggetti o documenti che potrebbero trovarsi anche a casa di un soggetto non iscritto nel registro delle notizie di reato.
Il procedimento si riferisce a fatti collocati prima delle elezioni regionali del novembre 2025, consultazione nella quale il consigliere regionale Zannini è stato rieletto con oltre 30mila preferenze. Secondo la ricostruzione della Procura, affidata ai pm Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, Zannini avrebbe accettato una promessa di sostegno elettorale da parte di Esposito in cambio dell’assunzione del nipote di quest’ultimo, Angelo Pasquariello, all’interno di società partecipate da enti locali (dal consorzio Idrico in giù) sulle quali Zannini avrebbe potuto esercitare la propria influenza.
Gli inquirenti ipotizzano inoltre che la richiesta di assunzione fosse accompagnata dall’esigenza di procedere prima dello svolgimento delle elezioni regionali, circostanza che avrebbe spinto Esposito ad attivarsi già a partire dal settembre 2025 per favorire la raccolta di consensi a favore di Zannini. Secondo l’accusa, l’ex assessore avrebbe svolto nel tempo un ruolo di intermediario elettorale, contribuendo al sostegno del consigliere regionale anche in precedenti competizioni.
Biagio Esposito è accusato anche di estorsione. Secondo quanto ricostruito, avrebbe minacciato l’allora sindaco di Caserta, Carlo Marino, di far cadere la sua amministrazione ritirando il voto della figlia in consiglio comunale. Per evitare la crisi, Marino avrebbe ceduto a varie richieste. La prima riguardava la nomina dell’architetto Salvatore Natale a direttore del progetto di riqualificazione dell’ex caserma Pollio, imposta tramite un biglietto consegnato dall’allora consigliere Massimo Russo. La nomina arrivò nel maggio 2024, firmata dal responsabile unico del procedimento Franco Biondi, a sua volta coinvolto in altre inchieste per corruzione e turbativa d’asta e sospeso dal ministero.
Un mese dopo, Esposito avrebbe richiesto le dimissioni dell’assessore Emiliano Casale, che in realtà si è dimesso perché indagato per gli appalti pilotati. Avrebbe inoltre preteso di gestire direttamente i lavori di rifacimento del manto stradale, facendosi riferire sullo stato delle strade tramite l’imprenditore Francesco Cerreto, coinvolto nella vicenda giudizaria dei fratelli Biondi tra San Nicola e Caserta, ma non indagato in questo caso. Un terzo episodio riguarda via San Nicola: pressioni sulle ditte appaltatrici perché riasfaltassero vicoli segnalati da cittadini a lui vicini, sempre con la minaccia del ritiro del voto della figlia in Consiglio.
