SCIOGLIMENTO CASERTA per camorra. GRAZIE A CASERTACE CHE LA SCOVÒ E LA PUBBLICÒ. La foto di Carlo Marino con il figlio del boss Capone e la festa per le elezioni “entrano” nella sentenza del Tar

5 Aprile 2026 - 21:00

CASERTA – Come è noto da alcuni giorni, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha respinto il ricorso dell’ex sindaco di Caserta, Carlo Marino, contro il decreto di scioglimento firmato dal Presidente della Repubblica il 23 aprile 2025.

Con la sentenza depositata il 25 febbraio 2026, i giudici della Prima Sezione hanno ritenuto “infondati” tutti i motivi di ricorso, confermando la legittimità della misura straordinaria adottata per la presenza di condizionamenti della criminalità organizzata. In pratica, i giudici hanno accolto la tesi del Ministero degli Interni, della Prefettura e della presidenza del Consiglio, secondo cui il comune di Caserta era ormai “permeabile” agli interessi dei clan.

Uno degli episodi più emblematici citati nella sentenza riguarda i festeggiamenti per la vittoria elettorale del 2021. Nella relazione prefettizia e nella proposta del Ministro dell’Interno vengono richiamate alcune fotografie che ritraggono il sindaco Marino intento a festeggiare la sua elezione in compagnia di Raffaele Capone, figlio del Giovanni Capone, uomo del clan Belforte a Caserta, come raccontato al tempo in esclusiva da CasertaCe.

Secondo i giudici amministrativi, quelle immagini – pur non avendo di per sé un valore decisivo – assumono rilevanza indiziaria se lette in combinazione con altri elementi, in particolare con le intercettazioni telefoniche che rivelano il sostegno attivo del clan alla sua candidatura. “Le fotografie dei festeggiamenti – si legge nella sentenza – seppur certamente rivestano in sé un rilievo indiziario minore, possono contribuire a rendere verosimile il significato indiziario delle intercettazioni”.

Per il Tar, nel loro insieme, questi elementi dimostrano che “alcuni esponenti del clan Belforte si siano adoperati per convergere voti a favore di taluni candidati poi eletti nell’amministrazione di Caserta“, condizionando così la competizione elettorale. Chiaramente, i giudici non li cita, m è chiaro il riferimento agli imputati Massimiliano Marzo e Emiliano Casale che, rispettivamente, ex assessore ai Lavori Pubblici ed ex vicesindaco di Caserta, supportati dalle famiglie Capone e Rondinone, i cui componenti si affrontarono in un violento episodio di sangue proprio nei giorni tra il primo e il secondo turno elettorale del 2021.

Marino aveva tentato di difendersi sostenendo di aver adottato misure correttive, tra cui l’azzeramento della giunta nel giugno 2024 (con la nomina di cinque assessori tecnici) e l’avvio di procedimenti disciplinari nei confronti del dirigente incriminato.

Ma per i giudici queste iniziative sono arrivate “solo allorché è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare” e non sono bastate a interrompere il condizionamento. Quanto a Franco Biondi, spesso citato, senza farne il nome nella sentenza, torneremo nei prossimi giorni.