Si pente e il clan decide di uccidergli lo zio: ergastolo per i due sicari

27 Novembre 2025 - 16:33

Era lo zio acquisito del collaboratore Luigi Diana. La Corte d’Assise condanna Francesco Di Maio e Alessandro Cirillo

CASAL DI PRINCIPE – È arrivata la condanna definitiva per i due uomini accusati dell’omicidio di Cesare Di Bona, ucciso a colpi di pistola la mattina del 25 aprile 2005 a Casal di Principe, nel giorno del suo compleanno. La Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta dal giudice Marcella Suma (con a latere Maria Compagnone), ha inflitto la pena dell’ergastolo a Francesco Di Maio (ritenuto killer del gruppo bidognettiano) e a Alessandro Cirillo, alias “o’ Sergente”.

Secondo l’accusa, guidata dalla sostituta procuratrice della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Simona Belluccio, l’omicidio rappresentava una vendetta contro un ex affiliato al clan, per punirne la defezione. L’anziano imprenditore di 78 anni fu raggiunto da undici colpi calibro 9 mentre usciva dalla sua abitazione – al civico 557 di corso Umberto I – per aprire la propria attività commerciale di piastrelle e arredo bagno. L’agguato, avvenuto sotto gli occhi dei figli, non lasciò scampo: la vittima cadde all’istante, rendendo vano ogni soccorso.

Le indagini stabilirono che i colpi provenivano da un’unica arma, utilizzata per infliggere un’esecuzione mirata, studiata nei minimi dettagli. Per la Corte, si è trattato di un omicidio aggravato per motivi futili e abbietti, legato a dinamiche di criminalità organizzata.

La decisione di ieri ha confermato la richiesta originaria della DDA – la pena dell’ergastolo, appunto – riconoscendo la piena responsabilità degli imputati.