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Studenti in piazza a CASERTA per la Palestina. Ma senza nessun riferimento alle violenze di Hamas, è una protesta “zoppa”

25 Novembre 2023 - 21:12

CASERTA (p.m.) – L’altro ieri un gruppetto di studenti delle superiori ha sfilato in corteo nel centro città a sostegno della Palestina.

Personalmente, ci auguriamo che la scuola, se vi è rimasto un briciolo di serietà, li segni assenti assolutamente ingiustificati nel registro di classe.

Cantavano Bella Ciao e gridavano uno stantio “Fascisti, carogne, tornate nelle fogne”. Due fuor d’opera che si possono spiegare, considerata la loro giovane età, solo con un fortissimo condizionamento ideologico ricevuto.  Chissà chi e cosa gli hanno raccontato soprattutto della nostre vicende postbelliche  e speriamo non in aula. Anche perché proprio la storia non è esattamente il forte dei nostri liceali.

Sui loro striscioni nessun accenno al progrom dei terroristi di Hamas del 7 ottobre contro gli israeliani. Come se il massacro  di 1400 ebrei, la cattura di 240 ostaggi civili di tutte le età, la ferocia dell’azione, con   donne stuprate, famiglie inermi nei kibbutz passate per le armi, giovani inseguiti e trucidati mentre si trovavano ad un concerto di musica, corpi delle vittime oltraggiate e filmati  con euforia nella loro agonia, non conti a niente. Quasi scene di uno dei tanti videogiochi di guerra sui quali i nostri giovani  si accaniscono nei pomeriggi prima prima di sciamare nella stordente movida. Altro che capire l’orrore dell’attacco di un nemico, Hamas,

che ha nel suo statuto politico lo sterminio dello stato ebraico.  E che a questo scopo si arma distogliendo gli aiuti umanitari ricevuti per la popolazione palestinese ed a questo scopo indottrina i propri bambini.

Come se i miliziani hamassiani non siano fanatici per i quali la vita non ha nessun valore ed Hamas non costituisca una tirannia medioevale che governa con il terrore, che persegue la sua Sharia, la sua legge coranica, in nome della quale  dà la morte agli infedeli, agli omosessuali, alle donne non sottomesse, ai dissidenti.

Gli insegnamenti scolastici sulla libertà civile, religiosa, sessuale, sul rispetto degli altri, sulla pace, che anche questi studenti avranno pur ricevuto a scuola, sono stati come acqua fresca che è scorsa sulla dura pietra della loro faziosità?

Sanno che Israele è l’unica democrazia dell’intera regione araba?  E come fanno a non essere in grado di distinguere le vittime dai carnefici. Invece di pendere dalle labbra dei loro cattivi maestri, sanno che la nostra civiltà, con i suoi insuperati valori, dipende da noi stessi e che va difesa perché non c’è un altro occidente dove fuggire se questo fallisce.

Gli studenti in corteo

Chiudiamo con le parole veritiere del filosofo francese Raphaël Enthoven, rivolto agli studenti francesi, sulla tesi di un  presunto “genocidio di Gaza”, a cui anche agli studenti casertani che hanno manifestato piace credere ed a cui si starebbero ribellando:  “Andrebbe ricordato che le parole hanno un significato. Che “non c’è, e non c’è mai stato, un genocidio palestinese”. E che “non c’è, e non c’è mai stato, un tentativo deliberato di sterminare il popolo palestinese a causa della sua identità”. In passato, “c’è stato un genocidio armeno, un genocidio ebraico, un genocidio cambogiano, un genocidio dei tutsi in Ruanda, forse anche un genocidio dei tibetani, degli uiguri o dei rohingya; in tutti questi casi si tratta di intenzioni di sterminio pianificate da uno stato”. Ma in questo caso “non c’è, e non c’è mai stato, un genocidio palestinese, tanto meno pianificato da Israele”. “I palestinesi hanno vissuto innumerevoli disgrazie: costretti all’esodo dopo la prima guerra contro Israele, i palestinesi sono stati massacrati dai giordani, respinti dagli egiziani, bombardati dagli israeliani, presi in ostaggio da Hamas e sfruttati da tutto il mondo. Ma nessuno ha mai cercato di eliminarli tutti, perché erano palestinesi. Documentatevi. Imparate. Non fatevi manipolare. La vostra libertà dipende anche da questo”.  

Sono perfette anche per noi.