Tentata violenza sessuale nel centro di CASERTA contro due ragazze: ecco cosa hanno deciso i giudici per ragazzo 18enne
23 Dicembre 2025 - 10:29
Durante la movida casertana…
CASERTA – Un diciottenne di origine nordafricana era stato fermato dalla Polizia di Stato di Caserta nel novembre 2023 con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due donne. Il giovane era stato inizialmente messo in fuga dall’intervento di un passante, per poi essere rintracciato dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Caserta e arrestato.
L’episodio si era verificato in una zona periferica della città, dove una giovane aveva contattato le forze dell’ordine denunciando di essere stata avvicinata da un ragazzo straniero che aveva tentato un contatto fisico. Durante l’intervento della polizia, un’altra donna si era avvicinata agli agenti riferendo di essere stata fermata poco prima da un giovane con le stesse caratteristiche fisiche, che si era poi allontanato rapidamente.
Il diciottenne era stato condotto inizialmente presso la Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere e successivamente trasferito nel carcere di Ariano Irpino. Difeso dall’avvocato Angelo Librace, era stato scarcerato dopo circa un mese e sottoposto prima agli arresti domiciliari e poi all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.
Il processo, celebrato davanti alla Prima Sezione Penale Collegiale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, aveva preso avvio nel 2024. Nel corso del dibattimento, caratterizzato anche da alcuni rinvii legati alla composizione del Collegio, sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui le due donne che avevano sporto denuncia e gli agenti intervenuti la sera dei fatti.
Nel corso della discussione, la difesa ha evidenziato diverse contraddizioni nei racconti resi e ha sottolineato come il giovane non fosse noto alle forze dell’ordine e fosse privo di precedenti penali specifici. Secondo l’avvocato Librace, inoltre, quanto emerso dall’istruttoria dibattimentale risultava diverso rispetto alle ipotesi formulate nell’imputazione.
Al termine della fase istruttoria, la Procura di Santa Maria Capua Vetere aveva chiesto la condanna dell’imputato a sei anni di reclusione. La difesa, invece, ha chiesto l’assoluzione per insufficienza e contraddittorietà della prova, sollecitando in subordine la riqualificazione del fatto nell’ipotesi meno grave di violenza privata.
Il Tribunale, accogliendo in parte le tesi difensive, ha pronunciato sentenza di assoluzione per uno dei capi d’imputazione e ha riqualificato l’altro come violenza privata ai sensi dell’articolo 610 del codice penale. Per quest’ultimo capo, il giovane è stato condannato a sei mesi di reclusione, con concessione della sospensione condizionale della pena.
