TERREMOTO AL COMUNE. Ecco come i pm (e non la sparano grossa) dimostrano sul piano logico che Pasquale Marrandino ha voluto lui il presunto corruttore De Caprio in Municipio. Quei tre mesi di ruolo vacante e il blitz della short list
11 Dicembre 2025 - 13:47
Nella lettura del decreto di perquisizione mettiamo insieme due momenti. I tre mesi che separano luglio 2023, scadenza del mandato del Dec precedente, e l’ottobre successivo, quando solo dopo l’inserimento di De Caprio nella short è proprio lui, manco a dirlo, ad essere nominato. Ciò fa il paio, sul piano logico, con la decisione per alcuni inspiegabile, assunta da Marrandino di tenersi la delega alla monnezza
CASTEL VOLTURNO (g.g.) – All’interno del decreto di perquisizione eseguito dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta su delega dei sostituti procuratori, Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere, ci sono degli elementi nei confronti del sindaco di Castel Volturno, il 40enne Pasquale Marrandino, che secondo la magistratura inquirente sono fondamentali per inquadrare tutta la vicenda. Noi ne abbiamo scelto uno in particolare.
Nel luglio del 2023 Marrandino non era sindaco, ma era comunque un potentissimo dell’amministrazione comunale. Probabilmente già sognava di fare il sindaco e già andava ad elaborare quella exit strategy che gli avrebbe consentito, uscendo dalla compagine amministrativa, lui e Giulio Natale, guidata al tempo dal sindaco Luigi Petrella, di lanciare il suo nome sostenuto dalla locomotiva-Giovanni Zannini.
Però, prima di piantare baracca e burattini, Pasquale Marrandino da assessore all’Ecologia e Ambiente ha fatto arrivare al Comune Daniele De Caprio, coindagato con lui per corruzione e che francamente approda a Castel Volturno in maniera molto discutibile.
L’incarico di DEC, cioè di direttore dell’esecuzione del contratto stipulato tra il Comune e l’impresa aggiudicataria della raccolta dei rifiuti solidi urbani, era scaduto già nel luglio 2023. Nonostante ciò, l’amministrazione comunale di allora, evidentemente su indirizzo di Marrandino, fece rimanere vacante questa carica per ben tre mesi. In questo periodo succede un fatto che definiamo esplicativo rispetto alla costruzione logica dell’incolpazione provvisoria formulata dalla Procura. A luglio infatti De Caprio non è presente nella short list – short si fa per dire perché i tecnici erano più di 500 – dalla quale il Comune attingeva per affidamenti diretti di incarichi. Solo quando alla casella 547 Daniele De Caprio entra, si va a sbloccare la nomina del nuovo DEC. E il nuovo DEC è, manco a dirlo, proprio De Caprio.
Abbiamo voluto dare spazio a questo passaggio del decreto perché secondo i magistrati i rapporti tra Marrandino e De Caprio iniziano quando Marrandino non era ancora sindaco. Qui aggiungiamo qualcosa noi che magari si andrà a incrociare nella parte successiva dell’atto giudiziario. Pasquale Marrandino, in maniera piuttosto inspiegabile, ma a questo punto spiegabile al di là dei piccoli show organizzati per sanzionare o biasimare i cittadini che non riponevano la monnezza in maniera ortodossa, non ha voluto lasciare la delega quando è diventato sindaco. E siccome, soprattutto a Castel Volturno, in un territorio complesso, anche sul fronte della gestione della raccolta, del trattamento dei rifiuti, questa delega di Giunta vale o addirittura può essere anche superiore a quelle ai Lavori Pubblici o all’Urbanistica, Marrandino ha concentrato su di sé una struttura di potere enorme. Ora può darsi anche che questo non c’entri nulla con la volontà di tenere chiuso, in perimetro ristrettissimo, il suo rapporto con Daniele De Caprio, a volte reso anche complicato come abbiamo scritto anche ieri (CLICCA E LEGGI) dalle contestazioni del dirigente Francesco Pirozzi, RUP della procedura che portò il neo entrato nella short o long list De Caprio ad assumere il ruolo di DEC.
Può darsi che non c’entri nulla, ma può darsi che presti il fianco a sospetti tutt’altro che infondati. La dinamica della nomina di De Caprio e poi la decisione di Marrandino di tenersi la complicatissima delega dei rifiuti possono fare il paio sul piano logico dell’accusa formulata dai PM.
