TEVEROLA. 300 anni di carcere chiesti per 25 esponenti del clan Picca-Di Martino. TUTTI I NOMI e ognuna delle pene invocate

24 Novembre 2025 - 18:15

Pochi altri andranno a fare l’ordinario tra cui però spicca il nome più importante, quello del boss storico Aldo Picca

TEVEROLA – Il pubblico ministero Simona Belluccio ha pronunciato oggi la sua requisitoria, con rito abbreviato, cioè senza la necessità di formare la prova in dibattimento – come capita con il rito ordinario quando tutti gli elementi testimoniali devono essere ribaditi davanti ad un collegio di giudici – riguardante 25 imputati considerati apparentanti al clan Picca-Di Martino, operante sulle zone di Teverola e Carinaro e oggetto, esattamente un anno fa, nel settembre 2024 di un’ordinanza di custodia cautelare.

Dunque, in 25 hanno chiesto e ottenuto l’abbreviato, pochi altri andranno a fare l’ordinario tra cui però spicca il nome più importante, quello del boss storico Aldo Picca.

I reati contestati sono quelli di associazione a delinquere di stampo camorristico, accompagnata da estorsioni e altri reati fine.

Partiamo dai boss: 20 anni di carcere sono stati richiesti per Nicola Di Martino e per il suo sostituto Salvatore De Santis, noto alle cronache anche per aver fortemente condizionato il voto delle elezioni comunali di Teverola con la sua presenza fisica davanti ai seggi. Un fatto, questo, che non ha trovato ancora alcun riscontro in una procedura amministrativa finalizzata a verificare se quel voto è stato libero realmente o se le 468 preferenze raccolte da Ellen Di Martino, nipote diretta del boss Nicola 23, decisive per la vittoria di Gennaro Caserta, attuale sindaco di Teverola, abbiano avuto un connotato frutto di azione diretta svolta dal clan.

Venti anni di carcere invocati anche per Luigi Giovanni Abate, Antimo Ceparano, Raffaele Di Tella (cognato di Aldo Picca), Cristian Pio Intelligenza, Michele Vinciguerra. Poi, 16 anni di reclusione per Antonio Zaccariello e Salvatore Muscariello; 15 anni per Raffaele Santoro; 14 anni per Giovanni Picca (nipote di Aldo Picca) e Fabio Della Volpe; 13 anni per Carmine Sfoco; 12 anni e 6 mesi per Luigi Stellato e Antonio Rega; 10 anni per Angelo Rega e Veronika Viatkina; 9 anni per Carmine Di Tella, Giuseppe Lama e Francesco De Chiara (che, se non erriamo su quel tourbillon di notizie prime date e poi smentite da avvocati su pentimenti annunciati e poi revocati, dovrebbe essere uno che ha deciso veramente di collaborare con la giustizia); 8 anni e 6 mesi per Marco Bosco; 8 anni per Fabio Buffardo e Nicola Podda; 7 anni per Enrico Della Gatta; 5 anni e 6 mesi per Vincenzo Mottola.

Stralciata la posizione di Antonio Zuppa, il che potrebbe significare una sua uscita, positiva per lui da questo dibattimento per volontà del pm.