TRENTOLA ALLE ELEZIONI. Panico del sindaco Apicella. La Regione boccia il Puc e lui pensa a una forzatura in consiglio comunale. Tanti voti in ballo
22 Aprile 2026 - 18:17
Nell’articolo vi spieghiamo le ragioni dello stop imposto con una nota dell’arch. Alberto Romeo Gentile della Direzione Generale Governo del Territorio che pubblichiamo integralmente in calce, illustrandovi anche come funziona il sistema dei pareri, più o meno vincolanti, della stessa Regione e della Provincia
TRENTOLA DUCENTA – La Regione Campania rompe le uova nel paniere al sindaco di Trentola, Michele Apicella, a un mese dalle elezioni. Il primo cittadino e la giunta, infatti, hanno commesso un clamoroso errore di interpretazione normativa, adottando il Puc lo scorso 19 gennaio, cioè oltre il termine del 31 dicembre allora vigente, in quanto non era ancora scattata la proroga. Di conseguenza, il Puc è di fatto bocciato.
Che Michele Apicella abbia costruito gran parte della sua campagna elettorale su questo Puc e sulle aspettative maturate da numerosi proprietari di aree ricadenti nel territorio del Comune di Trentola è dimostrato dal fatto che, secondo indiscrezioni delle ultime ore, l’amministrazione comunale e la maggioranza che la sostiene vorrebbero sfruttare quella modifica del precedente regime dei Prg e degli stessi Puc che rendeva cogenti e vincolanti i pareri della Regione e dell’amministrazione provinciale.
In pratica, la legislazione regionale della Campania rende vincolanti i pareri di Regione e Provincia quando il Puc, secondo le ripartizioni dirigenziali dell’Urbanistica dei due enti, viola il contenuto della pianificazione degli strumenti urbanistici di rango superiore, ovvero il Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) e il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP). Negli altri casi esiste una maggiore flessibilità, ma ciò non significa che forzare la procedura e portare il Puc in consiglio comunale prima delle elezioni, al grido “qua la pezza e qua il sapone” — cioè la valorizzazione di un terreno o di un’area che diventa residenziale o commerciale in cambio di consenso elettorale — possa poi condurre a un riconoscimento della validità del piano. In tal caso, infatti, la Regione potrebbe impugnare la delibera del consiglio comunale davanti al Tar.
Se abbiamo utilizzato l’espressione “pezza e sapone” non è per voler necessariamente insinuare qualcosa, ma perché non si comprende il motivo per cui, dal momento che la Regione — come si evince dalla comunicazione dell’architetto Alberto Romeo Gentile della Regione Campania inviata al Comune di Trentola — chiede di far ripartire la procedura di adozione in giunta del Puc nel rispetto della proroga al 30 giugno, intervenuta per effetto dei nuovi termini previsti dalla legge regionale n. 2 del 27 marzo 2026, commi 1 e 2, per l’adozione dei Puc, non ci si adegui. Forse perché, dovendo riavvolgere il nastro della procedura, dopo una nuova adozione il piano dovrebbe tornare obbligatoriamente in Regione, che stavolta, dopo averlo liquidato per una questione di mancato rispetto dei termini, entrerebbe per la prima volta a esaminare i suoi contenuti. Solo successivamente tornerebbe a Trentola, sicuramente fuori tempo massimo rispetto alle elezioni.
Considerato che si vota il 24 e 25, Apicella potrebbe anche non essere più sindaco, e ciò potrebbe generare dubbi e perplessità tra coloro che hanno tratto grandi aspettative dalla struttura del piano urbanistico comunale, sia nella forma sia nella sostanza, così come elaborato dal primo cittadino e dai principali esponenti dell’amministrazione.
Apicella è stato, ed è ancora in buona parte, un uomo di Giovanni Zannini e, se quest’ultimo fosse stato ancora in grado di muoversi negli uffici che ha frequentato a lungo per sette-otto anni, esercitando una forte influenza, è probabile che questo pronunciamento negativo della Regione non sarebbe arrivato.
