TUTTE LE FOTO. I nuovi uffici del Gruppo Vitale sono un tributo a Maura Coppola strappata alla vita a 35 anni, secondo don Maurizio Patriciello, dai mercanti di morte del clan dei casalesi
24 Marzo 2026 - 19:34
Una cerimonia toccante dato che il progetto di questa nuova è bellissima location era stato realizzato da questa giovane e brillante architetto sposata con Lello Vitale, figliolo di Roberto e componente di questa azienda colpita in passato dalle intimidazioni camorristiche e che ha resistito a petto in fuori e a testa alta ad ogni forma di intimidazione
TEVEROLA (g.g.) – Maura Coppola non è morta per sfortuna, a causa di un destino avverso. Al contrario, è una vittima della strage degli innocenti, ordita trent’anni fa dal clan dei Casalesi e consumata con una scansione temporale, letale che ancora oggi, anzi soprattutto nel tempo presente, avvolge e distrugge le vite con una venefica onda nera.
Questo ha detto, in sostanza, don Maurizio Patriciello nel suo accorato intervento tenuto durante la cerimonia di inaugurazione dei nuovi uffici del Gruppo Vitale s.r.l. Una riqualificazione fisica dei luoghi del lavoro quotidiano di questa azienda vissuta come vero e proprio atto di amore. Luoghi della memoria, luoghi del lavoro duro di un’impresa che, dalla camorra, ha subito l’oltraggio di due vili attentati, perché non si è voluta mai, piegare perché non ha voluto mai chinare la testa al cospetto di chi, della camorra ha fatto parte indossando la giacca, la cravatta il colletto bianco, e controllando per decenni la politica di Teverola dove cocciutamente Roberto Vitale, i suoi figli Lello, Pasquale e Giuseppe vogliono rimanere nonostante le decine e decine di commesse che li impegnano 5 giorni a settimana in tutta Italia nel lavoro apprestato per strutture strategiche della nazione, soprattutto militari, dimostrazione concreta di una forza imprenditoriale che parte dall’etica, dalla qualità morale di questa azienda.
Nei nuovi uffici, inaugurati il 7 marzo scorso, tutto parla di Maura, tutto racconta di lei, di questa ragazza poco più che trentenne che ha dovuto lasciare la vita, la sua professione di architetto, il ruolo cruciale che ricopriva in azienda, ma soprattutto la Adele di soli 4 anni, frutto dell’amore tra Maura e Lello.
Molto partecipato l’evento dell’inaugurazione. Accanto a don Maurizio Patriciello c’era la collega Marilena Natale, l’intera famiglia di Roberto Vitale. Oltre ai figli già citati, ancora una volta abbiamo incrociato il viso affranto, segnato e inconsolabile di Adele Caputo che di Roberto Vitale è consorte e che aveva un rapporto specialissimo con la nuora Maura che viveva in quella famiglia in un rapporto quasi simbiotico, attraendo amore, stima considerazione. Nei pochi anni che hanno avuto la possibilità di starle vicino i Vitale hanno sempre vissuto la presenza di Maura come una fortuna, come un atto provvidenziale elargita da un dono divino che poi, per i suoi impscrutabili disegni il Signore si è voluto riprendere. Altri nomi non ne vogliamo fare. Però, questa toccante vicenda ha attratto gli interessi e la partecipazione di alcuni esponenti delle istituzioni a partire da quelli della politica.
Li abbiamo visitati questi nuovi uffici. Gusto e il tocco leggero di un architetto che aveva lo stile e una classe sobria che metteva insieme il proprio carattere con la propria attitudine professionale
Un tributo d’amore emozionante soprattutto quando la piccola Adele, con fare deciso, ha tagliato il nastro aprendo a tutti i partecipanti la strada della conoscenza del mondo delicato di Maura Coppola.



