TUTTI I NOMI. 1.700 certificati medici falsi per una truffa alle assicurazioni da 4 MILIONI di euro: respinto il patteggiamento per 11 indagati
16 Gennaio 2026 - 10:00
Nell’ambito della stessa indagine, va ricordato che, altri 36 soggetti sono già stati rinviati a giudizio
CASAL DI PRINCPE – Prosegue davanti al giudice dell’udienza preliminare la maxi inchiesta su un presunto sistema di truffe alle assicurazioni per un valore complessivo di circa 4 milioni di euro. Nell’ultimo filone del procedimento risultano coinvolte undici persone, residenti tra Casal di Principe, Santa Maria Capua Vetere e Marcianise.
Si tratta di Fortunata Caterino, 43 anni; Antonio Paolo Caterino, 45 anni di Casal di Principe; Carmine D’Aniello, 40anni; Raffaella D’Aniello, 37 anni; Antonietta Dello Margio, 38anni; Michele Del Vecchio, 51anni; Patrizia Rubino, 50anni ed Esterina Tavoletta, 37anni tutti di Casal di Principe; di Andrea Cipullo, 58 anni di Santa Maria Capua Vetere; e di Antimo Iuliano, 37 anni e Angelo Palmiero 56 anni, entrambi di Marcianise.
Nel corso dell’udienza, le difese avevano avanzato una specifica richiesta, ma il giudice l’ha ritenuta non congrua e priva di un’adeguata motivazione, decidendo pertanto di respingerla per tutti gli imputati. L’udienza preliminare proseguirà il 25 marzo. Nell’ambito della stessa indagine, va ricordato che altri 36 soggetti sono già stati rinviati a giudizio.
L’inchiesta ha fatto emergere un presunto sistema fraudolento fondato sull’utilizzo di certificazioni mediche irregolari, finalizzate all’ottenimento di indebiti risarcimenti assicurativi. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, sarebbero stati coinvolti anche medici in servizio presso i pronto soccorso di Maddaloni e Marcianise, accusati di aver rilasciato referti falsi. In altri casi, invece, la documentazione sanitaria sarebbe stata prodotta da centri diagnostici risultati di fatto inesistenti o privi delle necessarie autorizzazioni, definiti dagli inquirenti come vere e proprie strutture “fantasma”.
Nel mirino degli investigatori sono finiti circa 1.700 certificati ritenuti irregolari. Secondo l’accusa, il presunto sodalizio avrebbe così incassato nel tempo circa 4 milioni di euro, dando vita a una delle più rilevanti inchieste in materia di truffe assicurative nel territorio.
