TUTTI I NOMI E LE PENE. Il vigile urbano casertano che diventa autista del capoclan. Sconto di pena e scarcerato insieme al figlio

21 Marzo 2026 - 13:23

CASERTA – La IV Sezione Penale della Corte d’Appello di Napoli ha pronunciato la sentenza di secondo grado nel procedimento penale connesso alle indagini della DDA sulle attività del clan Angelino di Caivano.

I giudici hanno accolto la richiesta di riqualificazione del reato per Raffaele Cristiano e Antonio Cristiano, originari di San Cipriano d’Aversa. La contestazione originaria di associazione mafiosa è stata trasformata in favoreggiamento personale. La pena per entrambi è stata rideterminata in due anni di reclusione, con la sospensione della stessa concessa per Raffaele Cristiano.

I due imputati, difesi dagli avvocati Domenico Della Gatta e Angelo Raucci, sono stati immediatamente scarcerati. Raffaele Cristiano, vigile urbano in servizio a San Cipriano d’Aversa, era accusato aver cercato e trovato l’alloggio di Castel Volturno in cui si nascondeva al capoclan Antonio Angelino Tibiuccio e di aver portato alle riunioni nel covo uomini vicino al boss, tra l’altro una specie di consuocero di Cristiano, essendo il figlio di questi, Antonio Cristiano, compagno della nipote del boss.

La Corte ha inoltre assolto Ferdinando Sorvillo dal reato a lui ascritto con la formula “per non aver commesso il fatto”, disponendo l’immediata revoca delle pene accessorie e la scarcerazione. Per gli altri imputati, la Corte ha rideterminato le pene: Assunta Reccia e Antonio D’Andrea a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione; Gianfranco Bervicato a 8 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione e 12.000 euro di multa; Giuseppe Caiazzo a 7 anni e 4 mesi di reclusione; Antonio Angelino a 7 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione e 5.333 euro di multa.