TUTTI I NOMI. Fiumi di cocaina invadono la provincia di CASERTA. Sotto processo in 26. Lo spaccio padre-figlia e le accuse di usura
15 Marzo 2026 - 15:30
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Un’organizzazione criminale ben strutturata, con ramificazioni in diversi comuni delle province di Caserta specializzata nello spaccio di cocaina. È il quadro che emerge dal maxi-processo che vede 26 imputati davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, accusati a vario titolo di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio e usura.
Nelle scorse ore si è tenuta una nuova udienza, durante la quale è stata ascoltata una testimone, la compagna di uno degli imputati, Iovino. La sua deposizione ha fornito agli inquirenti elementi utili per ricostruire i ruoli e le dinamiche interne. Al termine dell’audizione, però, il Tribunale ha dovuto prendere atto di un intoppo procedurale: il perito nominato per alcune consulenze tecniche non ha completato il suo incarico. Per questo motivo, il giudice ha disposto il rinvio dell’udienza ad una settimana da oggi.
Nella scorsa udienza, invece, aveva parlato uno dei marescialli che aveva seguito l’indagine, il quale ha ripercorso davanti al giudice le fasi investigative che, tra il 2016 e il 2019, hanno portato alla luce quello che viene descritto come un sistema articolato di spaccio, attivo tra i comuni di Caserta, San Nicola, Maddaloni, Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello, Caivano, San Marco Evangelista, Aversa e altri centri del casertano e del napoletano. La sua deposizione ha toccato i ruoli e le dinamiche interne ai vari gruppi, le consegne, gli incontri, i flussi di denaro e di droga intercettati.
Le tre organizzazioni e i ruoli
Secondo quanto ricostruito dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, avrebbero operato tre distinti gruppi criminali operanti in diverse aree, tutti dediti al traffico di cocaina.
Il primo gruppo, attivo tra San Marco Evangelista, San Nicola la Strada e Caivano, vede come presunto promotore e organizzatore Luigi Romanelli, di Caserta. Con lui, la figlia Immacolata Romanelli, la fornitrice Daniela Massa di Caivano, la custode Giuseppa Pascarella di Caserta, e i pusher Antonio Leone di Recale, Giuseppe Sparaco di San Marco Evangelista e Marius Ionut Dinu, cittadino romano irreperibile.
Il secondo sodalizio, operativo tra Maddaloni, Montesarchio, Santa Maria a Vico, San Felice a Cancello e Caivano, aveva alla guida Massimo Migliore di San Felice a Cancello e Gennaro Morgillo, anche lui di San Felice a Cancello. Con loro, Carmine Valentino di Santa Maria a Vico (stretto collaboratore di Migliore), i fornitori Daniela Massa e Carmine Martiniello di Scisciano, i pusher Filomena Rocco di Santa Maria a Vico, Antonio Nuzzo di Arienzo e Marco Iovino di Montesarchio, e i preparatori Vincenzo Maione di Cervino, Emilio Perreca di San Felice a Cancello e Giovanni Cioffi di Maddaloni.
Il terzo gruppo, attivo nell’agro aversano tra Aversa, Casaluce e Teverola, era capeggiato da Raffaele Riccardo di Teverola, con il supporto del padre Giuseppe Riccardo di Casaluce e della custode Pina Tatone di Casaluce.
Le accuse di spaccio e usura
Oltre ai reati associativi, i vari imputati devono rispondere di decine di episodi di spaccio di cocaina avvenuti tra il 2016 e il 2017. Le cessioni, documentate dagli inquirenti, vedono coinvolti tutti i membri delle organizzazioni in un fitto reticolo di compravendite.
Particolarmente significativo il capo d’imputazione numero 61, che contesta a Luigi Romanelli, Giuseppa Pascarella, Immacolata Romanelli, Antonio Leone e Giuseppe Sparaco il reato di usura aggravata. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe approfittato dello stato di bisogno di un custode di un mobilificio, imponendogli interessi mensili del 20% su due prestiti concessi nel 2016. La vittima avrebbe restituito complessivamente 2.200 euro a solo titolo di interessi.
Il collegio di difesa
In aula, accanto agli imputati, è presente un nutrito collegio di difesa con avvocati dei fori di Santa Maria Capua Vetere, Napoli, Napoli Nord e Potenza, tra cui l’avvocato Orlando Sgambati, i colleghi Beniamino Mammarella, Nicola Basile, Domenico Stigliano e altri ancora.
