TUTTI I NOMI. Gioielliere casertano minacciato: “dacci 70 mila euro, tuo padre aveva un debito con noi”. Rischiano condanne il figlio del boss e altri tre
29 Giugno 2026 - 16:30
PIGNATARO MAGGIORE – Sono stati richiesti 38 anni di reclusione e una multa complessiva di 34.501 euro dal sostituto procuratore Maria Laura Lalia Morra della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nel corso della sua requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare Maria Gabriella Iagulli del Tribunale di Napoli. Le richieste riguardano Lorenzo Lubrano, figlio del boss Raffaele Lubrano ucciso in un agguato di camorra nel 2002, insieme a Luigi Messuri, Pasquale Veltre e Michele Del Core, accusati di tentata e consumata estorsione in concorso con l’aggravante del metodo mafioso. Della vicenda scrivemmo poco più di due settimane fa, in occasione dell’inizio del procedimento giudiziario (CLICCA E LEGGI).
Per Luigi Messuri è stata chiesta una pena di 11 anni e 3 mesi di carcere, oltre a 10.667 euro di multa. Per Michele Del Core la richiesta è di 10 anni e 8 mesi di reclusione con una multa di 9.481 euro. Per Pasquale Veltre sono stati richiesti 9 anni e 5 mesi e una sanzione di 8.427 euro. Per Raffaele Lubrano la richiesta è di 6 anni e 8 mesi di carcere e 5.926 euro di multa. Il procedimento riprenderà a luglio con le arringhe delle difese.
Secondo le ricostruzioni della Dda di Napoli, il gruppo avrebbe preso di mira un gioielliere identificato con le iniziali G.B., titolare di due attività a Vitulazio e Pignataro Maggiore. Alla base della vicenda ci sarebbe un vecchio debito risalente agli anni ’90, contratto dal padre dell’imprenditore con Giovanni Di Gaetano. Nel tempo, il credito sarebbe stato gestito tramite vari intermediari legati all’ambiente criminale, con una richiesta complessiva indicata in 50mila euro e un chilogrammo d’oro.
Dopo la morte del padre, le richieste di denaro sarebbero proseguite dal 2008, con consegne periodiche di somme e oggetti preziosi tramite intermediari. La situazione sarebbe degenerata nel gennaio 2025, quando Di Gaetano avrebbe richiesto ulteriori beni, tra cui un bracciale con diamanti e un orologio Rolex del valore di circa 30.000 euro. Il gioielliere, esausto delle continue richieste, avrebbe rifiutato, interrompendo la consegna. Poco dopo, secondo gli atti, Lorenzo Lubrano sarebbe intervenuto nel ruolo di mediatore per conto di un conoscente, cercando un accordo, ma senza successo.
Successivamente anche Pasquale Veltre avrebbe tentato di organizzare un incontro chiarificatore. Di fronte al rifiuto della vittima, il gioielliere avrebbe deciso di denunciare tutto ai carabinieri, temendo possibili ritorsioni. Nel corso della vicenda, avrebbe già consegnato beni per un valore stimato di circa 70.000 euro.
Le indagini avrebbero inoltre evidenziato l’ipotesi di un piano ritorsivo, che prevedeva anche atti intimidatori e l’eventuale uso di armi per costringere la vittima a ulteriori pagamenti, pari a circa 50.000 euro oltre ad altri beni. Il progetto non si sarebbe concretizzato grazie all’intervento delle forze dell’ordine.
Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno rinvenuto nell’abitazione di Giovanni Di Gaetano 6.600 euro in contanti, mentre a casa di Pasquale Veltre sono stati sequestrati 17 chilogrammi di polvere da sparo, un pugnale con lama di circa 20 centimetri e un tirapugni.
