TUTTI I NOMI. Imprenditori casertani condannati: fatture false per “fregare” MILIONI allo Stato
11 Dicembre 2025 - 19:45
CASAL DI PRINCIPE – La Cassazione ha dato l’ultima parola su un giro di finanziarie fittizie che per anni ha permesso a imprenditori del Casertano di evadere il fisco. I giudici della Terza Sezione hanno respinto i ricorsi presentati da quattro imprenditori edili condannati nell’inchiesta “Restore”, la maxi-operazione che nel 2019 portò a 34 arresti e coinvolse anche un funzionario bancario.
I quattro, Marco Tornincasa (43 anni) e Luigi Tornincasa (45), Angelina Puocci (67) di Casal di Principe e Luciano Mormile (59) di San Cipriano d’Aversa, erano stati condannati in primo grado dal Tribunale di Lucca e poi dalla Corte d’Appello di Firenze. Le pene vanno da 1 anno per i primi tre a 1 anno e 6 mesi per Mormile.
Secondo l’accusa, gestivano una rete di società – alcune con sede in Toscana, ma prive di magazzini, dipendenti e automezzi – utilizzate per emettere fatture false tra il 2013 e il 2016. Questi documenti, intestati a ditte come la “Edil Gimar”, “Edil Pavimenti” e “La Paradisa Costruzioni”, venivano poi usati per abbattere artificialmente i redditi tassabili ed evadere l’IVA.
I difensori degli imprenditori avevano presentato ricorso in Cassazione, sostenendo errori di legge nella sentenza di appello. Ma i supremi giudici hanno bocciato l’impugnazione, definendola “inammissibile”. Nelle motivazioni si legge che la Corte d’Appello aveva già accertato come la società “Edilizia Srl”, al centro dello schema, fosse solo una “società cartiera”: senza una struttura operativa, con sedi legali inesistenti e incapace di svolgere le transazioni fatturate.
