TUTTI I NOMI. Ladri nelle chiese e nelle ville: rubate anche le ossa del santo patrono. E’ partito il processo
16 Gennaio 2026 - 19:03
CASERTA – E’ iniziato il processo per la presunta associazione a delinquere accusata di aver messo a segno una lunga serie di furti di opere d’arte e reliquie sacre in tutta Italia. E la prima udienza si è conclusa oggi con un rinvio. Il GUP Bottone del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha deciso di prendersi ulteriore tempo per valutare un aspetto procedurale cruciale: stabilire quale tribunale abbia la competenza territoriale per giudicare un’organizzazione le cui attività si sono dipanate in numerose regioni.
Oggi in aula non si è entrati nel merito delle accuse, ma si è discusso di diritto processuale. La difesa e la pubblica accusa hanno affrontato la questione della competenza, ovvero se Santa Maria Capua Vetere – dove risiedono alcuni degli indagati e dove sono state svolte indagini – sia il foro giusto o se il caso debba essere riassegnato.
Il giudice ha fissato la prossima udienza al 13 marzo, data in cui dovrebbe essere annunciata la decisione. Solo allora il processo potrà finalmente entrare nel vivo, affrontando il lungo elenco di furti contestati e il ruolo di ciascun imputato all’interno della presunta organizzazione criminale.
LA STORIA. DALLE RELIQUIE DEL SANTO PATRONO DI GAETA ALLE CHIESE CASERTANE
Quello che è stato forse il colpo più eclatante è stato compiuto a Gaeta, quando nel maggio 2017 furono rubate le ossa di Sant’Erasmo, contenute nel reliquiario dell’omonima chiesa, uno dei due santi protettori della città del litorale laziale.
Negli anni tra il 2017 e il 2018, poi, moltissimi furti sarebbero stati compiuti anche all’interno di chiese e strutture storiche e religiose della provincia di Caserta. Parliamo di Palazzo Mazzocchi, a Santa Maria Capua Vetere, della Chiesa di San Marco Evangelista, a Santa Maria a Vico, della chiesa di Sant’Eustachio, a Sessa Aurunca.
E ancora, presso la chiesa di Sant’Audeno, ad Aversa, alla Congregazione delle missioni estere di Trentola Ducenta, e, infine, un colpo anche alla Congregazione dell’Annunziata di Capua e, sempre nella città di Fieramosca, un furto di due dipinti nel Palazzo arcivescovile.
Ma non solo chiese e dimore dal valore storico. Infatti, diversi partecipanti a questo gruppo avevano colpito abitazioni private, spesso di proprietà di ricchi soggetti stranieri che avevano deciso di acquistare case e riempirle di oggetti di valore e memorabilia in luoghi meravigliosi come la penisola sorrentina e la Toscana.
TUTTI I NOMI DEGLI IMPUTATI
Ugo Di Napoli, Giuseppe Carrano e Alessandro D’Angelo sono ritenuti dagli inquirenti gli organizzatori di questa associazione a delinquere. Per la procura, i tre provvedevano alla pianificazione alla gestione delle attività di furto e poi successiva vendita o a volte acquisto di beni rubati. Chi andava a rubare, invece, nelle chiese, nelle case di persone facoltose in giro per l’Italia, invece, erano: Ernesto De Mitri, Diego Apuzzo, Michele Capasso, Stefano Maisto, Fioravanti Massaro, Luciano Rampone, Raffaele Silvestri, Angelo Tarallo, Giorgio Tarallo, Emanuele Tornincasa e Mariano Tuppo.
Infine, secondo gli inquirenti, Raffaella Galoppo, Maria Luisa Russo, Giuseppe Sannino, Salvatore Scognamiglio, Giuseppe Vollaro, Massimo Esposito, Giovanni Claudio Giuliano Formisano, Michele Guastaferro, Vincenzo Izzo, Gianni Saviano e ricoprivano i ruoli di ricettatori delle opere d’arte, reliquie religiose e tanto altro ancora. Si tratta di un gruppo con soggetti residenti a Frattamaggiore, Vico Equense, Arzano, Casavatore, Vico Equense, Sant’Agnello, Castellammare di Stabia, Piana di Sorrento, Napoli, Casoria, Ercolano, Sorrento, Gaeta, Fondi, Afragola, Frattamaggiore e Santa Maria Capua Vetere.
Diversi, poi, gli avvocati nominati. I legali sono l’avvocato Massimo Caiano, l’avvocato Giovanni Petranico, l’avvocato Mario Oliviero, del foro di Napoli, l’avvocato Michele Marano, del foro di Nocera inferiore, avvocata Lavinia Morlicchio, del foro di Torre Annunziata, e gli avvocati casertani Giuseppe Ferraro e Gerardo Marrocco, entrambi del foro di Santa Maria Capua Vetere.
