Ucciso e bruciato in aula, ma l’imputato muore: cala il sipario sull’omicidio Caprio

4 Febbraio 2026 - 10:04

L’imputato, unico accusato del delitto del professore in servizio presso un liceo di Minturno, è deceduto lo scorso gennaio presso la clinica Padre Pio di Mondragone

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

CELLOLE – SI è concluso è concluso con una sentenza di non luogo a procedere per sopravvenuta morte del reo il processo a carico di Angelo Gentile, 86 anni, residente a Cellole, accusato dell’omicidio di Pietro Caprio, 56enne docente di scienze motorie, ritrovato senza vita e carbonizzato all’interno della sua auto il 4 novembre 2023.

La decisione è stata pronunciata dalla Corte d’Assise, presieduta da Marcella Suma, con Honore Dessi giudice a latere. L’imputato, unico accusato del delitto del professore in servizio presso un liceo di Minturno, è deceduto lo scorso gennaio presso la clinica Padre Pio di Mondragone, dove era ricoverato da diversi mesi dopo un intervento chirurgico al femore. La morte sarebbe sopraggiunta a seguito di un improvviso arresto cardio-circolatorio.

Gentile era finito al centro della cronaca per la brutalità dell’omicidio. Secondo la ricostruzione dei sostituti procuratori Gionata Fiore e Chiara Esposito, il movente del delitto sarebbe stato legato a un debito di natura usuraia che l’anziano avrebbe contratto con la vittima. Nel corso del dibattimento era infatti emerso che Caprio svolgesse attività di prestito illecito di denaro.

Stando all’accusa, Gentile avrebbe ucciso il professore con un colpo di fucile, per poi incendiare l’autovettura nel tentativo di occultare le prove del delitto.