65 tonnellate di rifiuti tessili e lavoratori in nero: maxi sequestro della Finanza a CAPUA
2 Febbraio 2026 - 13:53
Sigilli a un opificio da 600 metri quadri e denunciato 50enne
CAPUA – Nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto all’illecita gestione di rifiuti da parte delle
filiere produttive cd. a rischio nel territorio della “Terra dei Fuochi”, condotti con
coordinamento della Prefettura di Caserta, nei giorni scorsi i finanzieri del Comando
Provinciale di Caserta hanno sequestrato, nel Comune di Capua, un opificio di 600 m²
utilizzato quale luogo di lavorazione e stoccaggio da una società esercente l’attività di
“commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero”, contenente circa 65 tonnellate di
rifiuti tessili, classificati come rifiuti speciali non pericolosi, unitamente a rifiuti misti di
materiale plastico e cartaceo, oltre alle relative attrezzature e mezzi da lavoro.
L’esame del materiale stoccato all’interno del capannone, svolto dalle Fiamme Gialle della
Compagnia di Capua unitamente al personale tecnico dell’Arpac, ha permesso di rilevare –
sebbene nella fase embrionale delle indagini preliminari – la presenza di balle di indumenti
usati provenienti dall’attività di raccolta nei centri urbani, provenienti per la maggior parte
dal Nord Italia, classificabili tuttavia come rifiuti tessili in quanto non sottoposti ai prescritti
processi di selezione e igienizzazione.
Inoltre, la società controllata risultava priva delle necessarie autorizzazioni ambientali per il
trattamento dei rifiuti, pur avendo già avviato un impianto di messa in riserva e recupero di
rifiuti non pericolosi. Nel corso delle attività ispettive veniva rilevato l’impiego di n.
lavoratori in “nero”, intenti a prestare la propria opera in assenza delle preventive
comunicazioni di assunzione.
Il rappresentante legale della società , un 50enne italiano proveniente dall’hinterland
napoletano, veniva deferito per il reato di illecita gestione di rifiuti ed è stato segnalato
all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per l’adozione del provvedimento di sospensione
dell’attività .
Si procedeva al sequestro del predetto immobile e del relativo materiale ivi contenuto.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari, che l’odierno
indagato è da ritenersi innocente fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare
reale è stata adottata in assenza di contraddittorio e comunque il Giudice terzo della
fase processuale, potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo
all’indagato.
