ASL CASERTA. Ecco tutti i nomi degli 11 medici assunti “veloci veloci”. C’è anche il figlio di Tina Cosentino, super dirigente ancora in servizio

30 Agosto 2025 - 21:10

La questione è sempre la stessa: anni fa Michele Tari e suo figlio, assunto mentre il papà era ancora in carica, poi la figlia di Francesco Balivo, ora il figlio della Cosentino che è anche il genero di Antonio D’Amore “bimbò”, che ha costruito una carriera grazie alla gesuitica prostrazione ai piedi di re Vincenzo De Luca. IN CALCE ALL’ARTICOLO L’ELENCO. Contate i primi 11, il decimo (ottavo degli specializzandi) è colui di cui ci occupiamo in questo articolo

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CASERTA (g.g.) All’Asl di Caserta si usa così: se tu parli a qualcuno del figlio di Michele Tari, storico super dirigente, oggi in pensione, anche se si vede spesso – non sappiamo a che titolo – dalle parti di quello che è stato il suo ufficio, dalle parti della sua pupilla che oggi governa il medesimo – stiamo parlando della moglie del deputato di Fratelli d’Italia Marco Cerreto – vi diranno che quel figliolo è un ottimo medico. E’ stato assunto quando il papà era ancora in servizio, quindi papà e figlio nella stessa amministrazione.

E chi lo mette in dubbio che sia un ottimo medico! Non certo noi. Il figlio di Michele Tari non è un ottimo, ma un “ottimissimo” medico. Ma lui è un ottimissimo medico insieme a tanti ottimissimi medici giovani che a Caserta fanno i precari e che non vincono i concorsi all’Asl con i papà ancora in servizio.

Stesso discorso per la figliola di Franco Balivo, un grande mandarino nelle dirigenze Asl. Prima di trasferirsi da Caserta all’Asl Napoli 2, in quel di Frattamaggiore, alle dipendenze dell’aversano Antonio D’Amore, poi passato alla direzione generale della super azienda ospedaliera Cardarelli di Napoli, il Balivo lasciò in eredità sua figlia che vinse – sicuramente perché era la più brava di tutte (o no?) – un concorso amministrativo proprio nell’Asl di Caserta.

E veniamo al presente: Tina Cosentino, cugina diretta di Nicola Cosentino, dopo l’esperienza da dirigente all’ospedale civile di Caserta, ai tempi in cui il centro destra aveva in mano le redini della Regione, non si è trovata più bene e se n’è andata all’Asl dove governa da dirigente del personale migliaia di funzionari e impiegati.

A quanto ci risulta, lo fa ancora. A dire il vero, aveva già sperimentato la convivenza tra lei – super dirigente Asl – e il figlio comunque alle dipendenze della stessa azienda sanitaria. Successe quando il figlio della Cosentino fu selezionato – insieme alla fidanzata, figlia del già citato Antonio D’Amore “bimbò” – nelle Usca (unità speciali di continuità assistenziale), piccole task force nelle quali molti soldi si guadagnavano come compensi e indennità, durante il Covid.

Non sappiamo se fu in quel periodo che scoccò la scintilla sentimentale tra il figlio di Tina Cosentino e la figlia di Antonio D’Amore, già direttore dell’Asl Napoli 2, poi come detto del Cardarelli, aversano doc e noto in città anche per il suo soprannome “Bimbò”, che ha riscattato il suo percorso di studi non perfetto all’interno di una scuola superiore di Aversa, con una laurea in medicina e poi con l’espressione di una devozione gesuitica nei confronti di Vincenzo De Luca, altro che perinde ac cadaver. Molto di più: steso non nell’arco di tempo di una cerimonia religiosa, ma per anni e anni ai piedi di Don Vincenzo come un cadavere.

Un cadavere ringalluzzito e riconsegnato ad una vita splendente, che grazie a questa devozione ha fatto una carriera sensazionale nella sanità pubblica campana.

I due figlioli del “cadavere” ringalluzzito e della cugina di Nicola Cosentino sono felicemente fidanzati. E ci fa piacere. In questi giorni possono festeggiare, beati loro, a differenza di tante altre famiglie che hanno figli medici precari ancora a casa, l’assunzione a tempo indeterminato di Valerio Fattore – questo il nome, e questo il cognome, del figlio di Tina Cosentino – come dirigente medico di Igiene, Epidemiologia e Sanità pubblica dell’Asl di Caserta.

Basta contare 11 nomi, perché i posti tanti erano nella graduatoria che pubblichiamo in calce. Due appartengono a quella dei cosiddetti “specialisti”, l’altra è la cosiddetta “graduatoria specializzandi”. In quest’ultima, Valerio Fattore è ottavo. Se ci aggiungiamo i due assunti dalla graduatoria degli specialisti, il ranking definitivo di Valerio Fattore è il decimo su 11 assunti, con punteggio complessivo – così come si può controllare dall’immagine che pubblichiamo in calce a questo articolo – di 77,34.

Non vogliamo dire che questo sia avvenuto in quanto figlio di Tina Cosentino e futuro genero di Antonio D’Amore. Non lo vogliamo dire perché non ne siamo arci sicuri. Perché siamo gente onesta intellettualmente. Ma allo stesso tempo avvertiamo il dovere di registrare, all’interno delle nostre valutazioni, i segni e i fatti del tempo che viviamo. Non stiamo a Berna, ma in un posto in cui il fattore, questa volta la effe minuscola, le variabili lottizzatoria e familistica, della raccomandazione che va al di là dell’accettabile, è al centro anche di ogni dibattito politico, che partendo da un’analisi antropologica, giunge fino alla formazione di un concetto generale di tipo macro economico, inerente allo sviluppo del territorio.

Non diciamo nulla di male, dunque, nel momento in cui inseriamo l’ipotesi che trattandosi del figlio di Tina Cosentino e del futuro genero di Antonio D’Amore, la cosa sia andata nella direzione dell’utilizzo di strumenti diversi da quelli dell’ordinaria meritocrazia. Questo ragionamento è sviluppato così perché noi ci poniamo il problema che l’impatto che un articolo del genere possa avere su un giovane che ha vinto un concorso pubblico, come è successo a Valerio Fattore. E’ un discorso garantista a cui ci piacerebbe per una volta – ma non succederà – in questa millesima richiesta di replica che i signori Tina Cosentino e Antonio D’Amore “bimbò” opponessero argomentazioni contrarie, collidenti. Non abbiamo, infatti, la verità in tasca. Quando sviluppiamo i nostri concetti sappiamo che esiste un margine di errore, sappiamo che possono essere sbagliati. Ma fosse successo una volta, una sola volta, che i ragionamenti di CasertaCe abbiano incrociato confutazioni logiche e convincenti.

Non è mai successo, e allora che noi ci montiamo la testa, al punto da ritenerci infallibili. Insomma, il vostro silenzio, i silenzi dei tanti e delle tante Tina Cosentino, dei tanti Antonio D’Amore, fa decisamente male alla nostra salute psichica

Ci sono tanti altri nomi in questa graduatoria, li esamineremo e sicuramente ci torneremo nei prossimi giorni.