MARCIANISE. L’intervento nella chiesa di San Simeone di Maria Luigia Iodice fa infuriare il vescovo e arcivescovo Pietro Lagnese, che poi però sul parroco percula tutti pensando che la gente abbia l’anello al naso
17 Novembre 2025 - 20:33
All’interno, il testo integrale, a suo modo senza precedenti messo nero su bianco dal presule, con un finale sconcertante perché dal video di vede benissimo che è il sacerdote a introdurre l’intervento della politica marcianisana. Naturalmente rimaniamo a disposizione della consigliera regionale Maria Luigia Iodice, qualora volesse replicare ed esprimere il proprio punto di vista su questa vicenda
MARCIANISE – Sta provocando molte polemiche l’intervento effettuato all’interno della chiesa di San Simeone, della consigliera regionale uscente Maria Luigia Iodice alla fine della funzione religiosa della domenica.
Parole pronunciate dall’altare e introdotte dall’amministratore parrocchiale Padre Ugo Presazzi. Nell’occasione, il sacerdote ha elogiato la Iodice per dei finanziamenti che avrebbero consentito la riqualificazione della chiesa parrocchiale di San Simeone.
Come è noto, dato che ne abbiamo parlato in qualche circostanza, la città di Marcianise rappresenta anche il confine tra la diocesi di Caserta e l’arcidiocesi di Capua. si dà il caso, però, che lo stesso vescovo, ossia Pietro Lagnese da Vitulazio, guidi da qualche tempo sia l’una che l’altra.
Quindi, una sola mano ha scritto la nota che impegan però, istituzionalmente, ognuna delle due diocesi. Non sono certo parole serene quelle messe nero su bianco da Lagnese, il quale esprime il “il profondo rammarico e disappunto” per quello che definisce un “increscioso episodio” verificatosi al termine della Celebrazione Eucaristica di domenica scorsa 16 novembre.
“La Chiesa, in quanto luogo di culto, di ascolto della parola e di preghiera, deve rimanere assolutamente estranea e al di sopra della contesa politica e partitica, in rispetto dei luoghi sacri. La celebrazione eucaristica è il momento più alto della vita comunitaria dei fedeli. Utilizzare il sacro tempo della liturgia e il luogo sacro stesso, per un’azione di propaganda politica è un gesto che non solo manca di rispetto verso la sensibilità dei presenti, ma viola anche la sacralità dell’ambiente e l’autonomia della sfera religiosa. Tali pratiche sono inaccettabili e vanno stigmatizzate senza esitazione, perché rappresentano un grave sconfinamento e una strumentalizzazione inopportuna.“
“Si invitano – continua così la nota molto dura del vescovo Lagnese – perciò tutti gli attori politici a mantenere il dovuto rispetto istituzionale ed etico, evitando di contaminare gli spazi di culto con la dialettica partitica. L’autonomia della Chiesa e la libertà di culto dei cittadini devono essere tutelate da ogni strategia di campagna elettorale. Si ribadisce pertanto la necessità che la politica agisca con il massimo senso di responsabilità e decoro, mantenendo i suoi dibattiti e le sue iniziative negli spazi e nei momenti appropriati, al di fuori di contesti religiosi e di celebrazione della fede.”
E conclude: “Stessa attenzione chiediamo ai nostri presbiteri, chiamati a presiedere la sacra liturgia, affinchè non si ripetano episodi come quello che ha visto coinvolta la Comunità parrocchiale di San Simeone Profeta in Marcianise. Ribadiamo l’estraneità a qualsiasi azione propagandistica dell’amministratore parrocchiale Padre Ugo Presazzi, il quale non intendeva in alcun modo prestarsi a strumentalizzare l’azione liturgica che presiedeva e il luogo sacro.”
Un’esortazione dunque ai sacerdoti, scagionando però, in maniera singolare, Padre Ugo Presazzi che francamente, se non avesse voluto, avrebbe potuto evitare l’intervento della Iodice che, siamo convinti, sia stato concordato.
