EX MACRICO Domani il Comitato Macrico Verde sarà ricevuto dalla curia sulla destinazione dell’area. Le posizioni non potrebbero essere più distanti…
25 Novembre 2025 - 17:45
Caserta (pm) – Domattina lo storico Comitato Macrico Verde sarà ricevuto presso la curia casertana, come da esso stesso richiesto con la lettera dello scorso 30 ottobre e di cui demmo ampia notizia (QUI l’articolo dedicatovi), per ricevere notizie dirette sul destino che si intende dare ai 33 ettari di proprietà vescovile al centro cittadino.
L’iniziativa è più che mai necessaria a fronte dei tumultuosi sviluppi che hanno riguardato il bene con riferimento sia ai finanziamenti attesi sia alla sorte urbanistica.
Con riguardo ai primi, si era partiti con un faraonico progetto episcopale del valore di 200 milioni di euro, poi passati a trenta ed infine ridotti a 15 milioni, quantunque cifra considerevole. Circa la seconda, si era partiti con una concertazione personale ed inopinata tra il sindaco Marino ed il vescovo Lagnese, che una bella mattina avevano benignamente notificato alla città che tutte la pratica urbanistica avviata per la classificazione dell’area dell’ ex Macrico era stata dirottata alla Regione a Napoli in attuazione della procedura del cosiddetto accordo di programma ex art.34 del TUEL, di fatto sottraendola all’assise naturale del consiglio comunale di Caserta.
Cosa si diranno le due parti nell’incontro di domani non siamo in grado di rivelarlo in qualche modo. Non disponiamo di anticipazioni o indiscrezioni. Sappiamo solo che, al presente, le rispettive posizioni sono totalmente inconciliabili.
Il Comitato Macrico Verde si batte da quasi un quarto di secolo per la classificazione urbanistica F2 di inedificabilità assoluta dell’area ex militare e per una sua riqualificazione a foresta urbana secondo i più aggiornati criteri ambientali.
La curia vescovile intende realizzare, a scapito del ricco e suggestivo patrimonio verde del luogo, tutta una serie di costruzioni per attività e servizi disparati, che trasformerebbero il compendio terriero in un nuovo, ennesimo centro urbanizzato, di una città già integralmente cementificata. Allo scopo essa rivendica la facoltà, in qualità di soggetto proprietario, di rigenerare tutta una serie di ruderi e strutture militari cadenti presenti nell’area. Ed una forte campagna propagandistica accompagna i progetti pianificati. Da ultimo e forse tra i più clamorosi per la sua faziosità vi è stato un servizio andato in onda al TG3 Campania alla vigilia di queste elezioni regionali. Il corrispondente collegato dal sito, nel riassumere le questioni dell’area, presentava il Comitato Macrico Verde come una miscroscopica frazione della popolazione di Caserta. Una mistificazione bella e buona se si pensa che il sodalizio, nel corso dei lunghi anni della sua attività, è stato in grado di raccogliere fino a diecimila firme per le sue petizioni.
Di là dalle possibili opinioni che si possano avere sull’ex Macrico e su cosa emergerà dalla interlocuzione di domani, poniamo alla città due questioni ineludibili. Il capoluogo, già urbanisticamente sfregiato in questi anni e che ancora oggi vede interventi edilizi per incrementi volumetrici e nuovi condomini realizzati sfruttando – dopo il sacco di giardini patronali e corti tipiche – superfici persino interstiziali, ha bisogno di nuove strutture e nuovi edificati, anche se per pretesi e molto ma molto opinabili scopi sociali?
Per come è conformata la città e particolarmente il centro urbano, essa in estate è una sorta di placca termica che porta al parossismo le isole di calore che si determinano per l’irraggiamento solare incontrastato, con le pareti e le superficie cementizie che divengono incandescenti e con l’innalzamento abnorme delle temperature dell’ambiente.
Non sarebbe necessario, dunque, incrementare prioritariamente il pochissimo verde rimasto?
Quasi nulla, stando ai rilevamenti più recenti effettuati dagli organismi ambientalisti indipendenti.
Se si guarda ai dati ISTAT più recenti disponibili (2022), l’amministrazione comunale da tempo disdegna la dovuta attenzione al tema. In molte tabelle di ricognizione dei dati casertani, non compaiono i valori oggetto di rilevamento per mancanza di risposta. Quando, invece, vi sono, sono sempre deteriori rispetto ai valori medi di riferimento.





Lo studio più aggiornato, il rapporto # Semprepiùverde di Legambiente Campania 2024, è dal proprio canto raggelante per quello che lascia emergere.
Estrapoliamo per i lettori, dall’articolato documento, la tabella sulla consistenza del verde urbano cittadino. Da essa emerge che non esistono in realtà aree verdi significative, fatta eccezione per il parco della Reggia, la cui superficie viene conteggiata come verde virtuale della città.
Se non si vuol vedere tutto questo, vuol dire che si è in mala fede.
LA TABELLA DI LEGAMBIENTE CAMPANIA

