Urina contro la vetrina di abiti da sposa: la Corte di Appello lo assolve
26 Novembre 2025 - 18:57
Ribaltata la condanna di primo grado
SAN FELICE A CANCELLO – Si è celebrata ieri mattina l’udienza a carico di Francesco Liberti, imputato del reato di estorsione, davanti alla Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli. Un caso che ha destato particolare attenzione a causa della sua delicatezza e delle modalità con cui si è sviluppato.
Liberti era stato accusato di aver cercato di recuperare una somma di denaro considerevole per conto dello zio, nei confronti di un imprenditore titolare di un negozio di abbigliamento da sposa nel comune di San Felice a Cancello. L’imprenditore, come risulta dagli atti, aveva rifiutato fermamente di consegnare quanto richiesto, suscitando la reazione di Liberti, che, di fronte al netto rifiuto, avrebbe minacciato l’uomo, urinando anche sulla vetrina del negozio. Un episodio che aveva suscitato forte scalpore, soprattutto per la sua violenza e il suo contenuto intimidatorio.
In primo grado, Francesco Liberti era stato condannato a una pena di un anno e tre mesi di reclusione. Tuttavia, ieri, la Corte di Appello ha accolto in pieno le argomentazioni difensive, portando a una completa revisione del caso.
Gli avvocati di Liberti, Gabriele Roberto Cerbo e Cristian Aniello, dello Studio Legale Cerbo, hanno presentato motivazioni che hanno convinto i giudici della Corte di Appello di Napoli, i quali, ribaltando il verdetto di primo grado, hanno deciso di assolvere Liberti da ogni accusa.
