La casertana Pina Picierno lascia il Pd: “Non è più il mio partito”

4 Giugno 2026 - 10:34

Stando ad alcune fonti, la vicepresidente approderà nel Partito Democratico Europeo, guidato da Sandro Gozi e appartenente al gruppo Renew Europe

CASERTA – La vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha annunciato l’addio al Partito Democratico, spiegando la sua decisione in un’intervista rilasciata a Il Foglio.

Alla base della scelta, il convincimento che il Pd abbia ormai perso la sua natura originaria. «La casa dei riformisti non c’è più», afferma Picierno, criticando quelle che considera posizioni troppo ambigue nei confronti del «fascismo putiniano» e degli estremismi. Da qui la necessità, secondo l’eurodeputata, di lavorare a «qualcosa di nuovo» capace di tornare a vincere le elezioni.

Secondo fonti vicine alla vicepresidente dell’Eurocamera, il suo approdo sarà nel Partito Democratico Europeo, formazione guidata da Sandro Gozi e appartenente al gruppo Renew Europe.

Picierno racconta di aver vissuto questa decisione con grande sofferenza: «Di dubbi ne ho avuti moltissimi», spiega, aggiungendo di essersi sentita «più che lacerata». Tuttavia, ritiene che sia arrivato il momento di lasciare «il Partito democratico di Elly Schlein», perché diventato «un posto diverso da quello che abbiamo fondato».

Nel ripercorrere la storia del Pd, l’eurodeputata ricorda il progetto nato al Lingotto, pensato per unire culture politiche differenti e coniugare giustizia sociale e libertà individuale. Un disegno che, a suo avviso, ha subito nel tempo «uno snaturamento» avvenuto senza un vero confronto interno. «Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più», sostiene, pur ribadendo che le ragioni che ne avevano ispirato la nascita restano valide. «Resto democratica, non torno indietro», sottolinea.

Guardando al futuro, Picierno evidenzia la necessità di dare rappresentanza a quei milioni di elettori che negli anni hanno abbandonato il Partito Democratico, scegliendo altre forze politiche o l’astensione. Per questo immagina la nascita di «un nuovo soggetto politico largo», capace di mettere insieme esperienze e sensibilità diverse. «Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto», conclude.