REGGIA Il “Gruppo 31 Agosto” chiama a raccolta i dottori agronomi e forestali, gli ingegneri e gli architetti casertani sulle criticità del parco reale
27 Novembre 2025 - 19:36
Caserta (pm) – “Non importa il colore del gatto, l’importante è che acchiappi i topi”, il celeberrimo detto attribuito al leader cinese Deng Xiaoping, sembra diventato il principio guida assunto dal gruppo “Reggiando…e dintorni reali” di Nando Astarita e dal “Gruppo 31 agosto” presieduto da Ciro Costagliola per scongiurare i diversi rischi a cui si trova esposto il parco Reale Reale in termini di conservazione. Con un’intelligente azione di ampia denuncia nel tempo, sempre scientificamente e tecnicamente fondata, i gruppi hanno sottoposto ai soggetti e agli enti pubblici e non, variamente competenti, le questioni controverse attinenti al patrimonio verde del monumento, rispetto a decisioni già assunte e che sembravano irremovibili, per quanto non poco opinabili. Diversi esponenti politici del territorio, a fronte di tali iniziative, hanno persino presentato interrogazioni parlamentari e da ultimo si è registrato l’interessamento della sottosegretaria alla cultura Lucia Bergonzoni. In occasione della sua recente visita ai cantieri in opera alla Reggia per interventi di restauro e riqualificazione, ha assicurato il suo impegno a valutare, alla luce dei rilievi che le sono stati rassegnati, la questione della sostituzione ritenuta abnorme dei lecci della via d’Acqua del parco reale.
Oggi, il “Gruppo 31 agosto” coinvolge in tale suo impegno gli Ordini provinciali casertani dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, degli Architetti e degli Ingegneri, con la lettera che pubblichiamo. Il documento invita tali categorie professionali a schierarsi su tale rilevante fronte, che è culturale prima ancora che tecnico.
LA LETTERA
Segnalazione delle criticità del parco della Reggia di Caserta agli Ordini professionali
Il “Gruppo 31 agosto” scrive agli Ordini provinciali dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali, degli Architetti e degli Ingegneri per segnalare le criticità del Parco della Reggia di Caserta. Il gruppo è stato costituito come supporto di cittadinanza attiva per meglio tutelare e valorizzare la Reggia di Caserta che con annesso parco è patrimonio UNESCO dal 1997. Quest’ultimo, infatti, costituisce una complessa realtà di “museo verde”, oltre che per le notevoli dimensioni, anche per peculiarità paesaggistiche, botaniche ed idrauliche che richiede una gestione specialistica. Nell’ambito della sua attività e grazie al supporto di specialisti del settore, ha rilevato e segnalato ai competenti livelli di responsabilità, diverse criticità nella gestione idrica ed ambientale del parco.
Infatti, la mancata riattivazione dell’impianto di sollevamento dell’acqua realizzato da Gianmarco Jacobitti negli anni ’90 da molti anni non più attivo, benché più volte sollecitato il ripristino, utile ad ovviare alla generalizzata carenza idrica e rilevanti prelievi anomali da parte di terzi dall’acquedotto carolino, hanno comportato uno stravolgimento paesaggistico dell’iconica “via d’Acqua” in quanto ormai completamente all’asciutto da mesi con acqua stagnante nelle vasche che determina il proliferare di zanzare e moria di pesci per eutrofizzazione di alghe.
Quanto al “museo verde”, si rileva la necessità di sostituire i lecci morti della via d’Acqua con querce adulte, di rimuovere i rami morti o malati, che sono motivo di infezioni parassitarie per le piante sane, di potature accurate, di pulizia dai rampicanti infestanti (vite americana) di alcuni cipressi del doppio filare nel giardino inglese, di sostituzione delle piante morte nel giardino inglese con le stesse specie, di rimozione di piante infestanti rampicanti (edera e vite americana) sulle piante del bosco nonché di piante infestanti di Ailanto e Robinia (presenti nell’elenco delle specie esotiche invasive -Reg. UE n. 1143/2014 e D.Lgs. 15 dicembre 2017, n. 230).
Più in generale, si rivela altresì la necessità di restituire alla fruizione dei visitatori vaste e suggestive aree del parco a loro interdette da anni come, ad esempio, la Castelluccia, la peschiera grande, il Torrione e i suggestivi camminamenti sotto le fontane dei Delfini e di Eolo.
Le suddette tematiche interessano professionalità specifiche quali tecnici del settore, dottori agronomi e forestali, architetti paesaggisti, ingegneri idraulici, professionalità di cui questo gruppo ha sempre sostenuto e suggerito di impiegare nella gestione del parco: l’invito dunque agli ordini professionali, che hanno la funzione di tutela delle professioni, è di voler sollecitare l’utilizzo di competenti professionalità nella gestione delle criticità segnalate.
Caserta, 26 novembre 2025
