CASERTA – CAIAZZO Prosegue il ciclo di presentazioni del libro di Carmine Antropoli sul suo caso di “malagiustizia”. Il 5 ed il 6 dicembre i prossimi incontri
28 Novembre 2025 - 16:30
Caserta – Carmine Antropoli, il noto ed affermato chirurgo capuano, primario del Cardarelli di Napoli e sindaco di Capua dal 2006 al 2016, prosegue il ciclo di presentazioni del suo libro “Dal Volturno al Tevere al Nilo”, scritto in seguito all’esperienza carceraria sofferta a causa di una eclatante vicenda di malagiustizia.
Il ciclo, avviato alcuni mesi fa, ha già toccato diverse città campane, inclusa Napoli. Il volume si sta rivelando un successo editoriale sia per la stima personale di cui gode l’autore, sia per lo sconcerto suscitato dai fatti raccontati.
Il testo è un diario che descrive la quotidianità vissuta in cella: tormentate notti insonni, disperazione, la nostalgia della famiglia e della chirurgia… ma anche il sollievo trovato nella preghiera e negli innumerevoli telegrammi di stima e solidarietà ricevuti. E difatti il Volturno, il Tevere e il Nilo citati nel titolo non alludono ai fiumi, bensì ai reparti della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere dove è stato detenuto.
Antropoli, alle 4 e 30 di una brutta mattina del febbraio 2019, si trovò arrestato da innocente e tradotto in carcere con l’infamante accusa di associazione camorristica, incredibile per chi conosceva l’uomo. Dopo sei anni di calvario processuale, è stato infine pienamente assolto perché il fatto non sussiste. Il fatto non sussisteva, certo, ma sono esistite le sofferenze e i dolori di una vicenda che lo ha segnato profondamente sul piano umano e che ha trovato la forza di denunciare attraverso la riflessione pubblica per eccellenza, un testo scritto.
Il 5 e 6 dicembre prossimi il professore Antropoli illustrerà il suo volume rispettivamente a Caserta – dopo la presentazione già avvenuta giorni fa presso il locale ateneo, dove si è dibattuto con taglio dottrinario – e a Caiazzo. In calce sono disponibili le locandine con i dettagli degli incontri.
Questi appuntamenti sono diventati numerosi. Crediamo che l’esigenza di Antropoli non sia tanto quella di far conoscere e divulgare il suo lavoro d’autore – date le sue ampie e qualificate relazioni sociali – quanto quella di testimoniare la sua traversia giudiziaria affinché non si ripeta per altri.


