AVERSA. La direzione sanitaria del Moscati spinge per il trasferimento del reparto di Oncologia al Melorio. Ora la palla passa al DG dell’ASL di Caserta
28 Novembre 2025 - 21:54
Cresce la preoccupazione tra i pazienti, pronti a intraprendere azioni legali per evitare un trasferimento che considerano dannoso sia dal punto di vista logistico che psicologico
AVERSA (Federica Borrelli) – Un nuovo verbale, una nuova riunione. E stavolta l’intento della direttrice del presidio ospedaliero “San Giuseppe Moscati”, la dottoressa Stefania Fornasier, appare sempre più evidente: la direzione dell’ospedale di Aversa starebbe pianificando il trasferimento – provvisorio – del reparto di Oncologia al “Melorio” di Santa Maria Capua Vetere.
Con la sua firma sul verbale della riunione del 25 novembre, Fornasier – insieme ai membri della UOC Edilizia Ospedaliera – conferma la volontà di procedere con alcuni lavori di adeguamento che includono lo spostamento del reparto di Ematologia al quarto piano. L’Unità Operativa Complessa sulle diagnosi e il trattamento delle malattie del sangue andrà ad occupare dei locali già ristrutturati con un investimento di quasi un milione di euro, e che secondo la delibera del 17 maggio 2022, a firma dell’ex direttore generale dell’Asl di Caserta Ferdinando Russo, erano stati destinati all’Oncologia.
In questo riassetto interno rientra anche il reparto di Pediatria, guidato dal dottor Domenico Perri: si concretizzerebbe, così, un progetto di oltre 15 anni fa – a tutti gli effetti ripescato dai meandri del passato – che prevedeva il trasferimento definitivo proprio del reparto di Pediatria al secondo piano del Moscati. Chi, in questo dislocamento dei vari reparti del Moscati non troverebbe spazio, è proprio l’Oncologia, che quindi – temporaneamente – sarebbe destinata ad andare altrove.
Attualmente, ad abitare le stanze ristrutturate del quarto piano dell’ospedale di Aversa è la UOC di Urologia, trasferitasi lì la scorsa estate. Anche in quell’occasione, il reparto di Oncologia – per il quale quei locali erano stati inizialmente destinati – è rimasto escluso. I lavori di ammodernamento erano stati finanziati con fondi regionali ex art. 20, per un importo complessivo di 966mila euro, spesi per adattare gli spazi alle esigenze dei pazienti oncologici.
A questo punto, dopo due riunioni convocate sulla stessa tematica, il trasferimento del reparto di Oncologia al Melorio di Santa Maria Capua Vetere appare sempre meno ipotetico e più vicino a una decisione concreta, seppur ancora non ufficiale. L’unico soggetto, infatti, che può dare il via libera definitivo a uno spostamento extra-presidio è il direttore generale dell’ASL di Caserta, il dottor Antonio Limone, che finora non si è espresso pubblicamente sulla questione.
Resta da capire se il DG intenderà avallare la proposta avanzata dalla direzione sanitaria del Moscati, nonostante sia stata proprio la stessa ASL di Caserta, che ora lui dirige, in passato a destinare quasi un milione di euro per ristrutturare i locali di un reparto che ora rischia il trasloco.
Nel frattempo, i pazienti oncologici in cura al Moscati, assieme ai loro familiari, stanno valutando di intraprendere azioni legali per eventuali danni materiali e psicologici. Non hanno mai negato la loro contrarietà a questo trasferimento – per cui, tra l’altro, serpeggia tra pazienti e personale medico il timore che non si tratti di una provvisorietà – e che fin da quando la notizia del trasloco è trapelata, il fatto rappresenterebbe per loro un danno sia dal punto di vista logistico che emotivo. Così come non è affatto un mistero che l’ospedale di Aversa sia diventato un punto di riferimento per diversi malati oncologici dell’area metropolitana di Napoli, che vedono nel presidio normanno una struttura di gran lunga più raggiungibile rispetto al Melorio di Santa Maria Capua Vetere.
Ma a preoccupare ulteriormente gli animi dei pazienti sono due grandi assenti che affliggono l’ospedale sammaritano, purtroppo depotenziato negli anni: mancano infatti sia l’UMACA, ovvero il laboratorio per la preparazione di farmaci antiblastici o chemioterapici che dir si voglia e, lacuna più gravosa, a Santa Maria si registra anche l’assenza di un pronto soccorso. Per il primo grande assente – il laboratorio, appunto – basti pensare che solo per trasportare i farmaci dall’UMACA al reparto oncologico all’interno dello stesso Moscati si registrano difficoltà logistiche, figurarsi doverli trasferire tra due ospedali diversi.
L’assenza del pronto soccorso a Santa Maria Capua Vetere, invece, apre un ulteriore scenario. Se prima i pazienti usufruivano della possibilità di accedere rapidamente a diagnosi oncologiche, spesso emerse durante visite d’urgenza al Moscati, con il trasferimento al Melorio si fa avanti la probabilità è che queste diagnosi possano diventare prerogativa di strutture private, rendendo meno accessibile un servizio che finora è stato garantito dal sistema sanitario pubblico.
