MARCIANISE. Nasce l’asse Z-Z 😮😮😮. Zannini va a casa di Zinzi per salvare il sindaco Trombetta. Che garbuglio tra la formula di centrodestra e quella del governo tecnico
20 Dicembre 2025 - 17:54
Sembrava impossibile che addirittura il mondragonese potesse essere ricevuto con tanto di onori del leader della Lega, ma è successo. Lo schema di Zinzi, la strampalata presenza nell’ufficio del sindaco del marito di Antonella Piccerillo. E in questo avanti ‘e ndre, salta fuori anche un nome per un eventuale assessorato della cultura della giunta tecnica
MARCIANISE (g.g.) – È vero che la politica è l’arte del possibile, ma a volte lo è anche dell’impossibile o di ciò che lo rasenta.
Chi mai l’avrebbe detto – noi certamente no – che Giovanni Zannini avrebbe potuto varcare la soglia della casa di Giampiero Zinzi per riunirsi con lui in una sorta di vertice del centrodestra alla presenza anche di Gimmi Cangiano, coordinatore e presidente provinciale di Fratelli d’Italia? Eppure pare sia successo realmente e, francamente, si tratta di un fatto assolutamente rivoluzionario per quello che si è verificato, si è consumato in un passato tutt’altro che remoto e per tutto quello che abbiamo letto, accusato, subìto su una presunta cointeressenza, relativa a una presunta intelligenza, su una presunta alleanza tra CasertaCe e Zinzi, argomento su cui, evidentemente, Zannini deve aver cambiato idea.
Cosa ha prodotto questo autentico miracolo, questo vertice del disgelo? La crisi politica del Comune di Marcianise. A nostro avviso, una causa tutt’altro che importante che però, per Zinzi, è diventato un fatto fondamentale, sorprendentemente cruciale.
Noi ritenevamo al riguardo che lui avesse battezzato, come esigenza principale, le elezioni regionali. Evidentemente, ci sbagliavamo. Lui pensa ora alle elezioni politiche in cui sarà candidato e quindi preme per far durare questa amministrazione addirittura fino al 2027.
Il personaggio più corteggiato, più vezzeggiato, più adulato delle ultime settimane è il buon Giuseppe Tartaglione, Peppe per gli amici, conosciuto da tutti con il suo soprannome “lo sceriffo”.
Gli è stato offerto di tutto e di più. Si cerca in lui quel tredicesimo voto che manca alla maggioranza per sopravvivere e per essere a questo punto una maggioranza di centrodestra a tutti gli effetti. A Peppe Tartaglione è stata messa su un piatto d’argento, prima di tutto, la poltrona di presidente del Consiglio comunale.
Esisterebbe, al riguardo, una sorta di schema-Zinzi: l’attuale presidente del Consiglio Zarrillo entrerebbe invece in Giunta, con conseguente ingresso in consiglio comunale di Stefano Farro, che traslocherebbe dunque dall’assessorato ai lavori pubblici e all’urbanistica che occupa oggi. Nello schema di Zinzi sarebbe previsto anche l’ingresso nell’esecutivo di Angelo Ricciardi, detto Ciak Video, oggi consigliere comunale che si avvicenderebbe nella Giunta con l’attuale assessore zinziano Amarando, secondo dei non eletti, dopo Farro, e dunque pronto a sua volta al trasloco tra i due organismi.
Zinzi guarda molto alle sorti di Pasquale Salzillo, capace, con i metodi che però CasertaCe ha descritto in più articoli, di raccogliere 3300 preferenze personali alle ultime regionali. Salzillo, che a nostro avviso è invece una tara dell’amministrazione, soprattutto per il problema del suo rapporto con Angelo Piccolo, il quale da 9 anni ha in mano il potentissimo strumento delle norme delle concessioni edilizie, o permessi a costruire che dir si voglia, può contare sull’appoggio di Zinzi perché questi lo vuole al suo fianco alle elezioni politiche.
Insomma, cambiando l’ordine dei fattori, non cambierebbe nulla. Perché Salzillo rimarrebbe dov’è, ma soprattutto non ci sarebbe il ritorno al posto per il quale è stato assunto a suo tempo dal Comune di Marcianise, di Fulvio Tartaglione, l’unico in grado di compensare il più che opaco asse di potere tra Pasquale Salzillo e Angelo Piccolo.
Nell’esecutivo intende fortissimamente restare anche Carmen Posillipo, nonostante questa non abbia delle coperture politiche in consiglio comunale.
Rispetto a queste ipotesi, per altro osteggiate anche da consiglieri di maggioranza, come ad esempio da Colella, il quale ha detto che lui è per l’azzeramento e poi per una giunta tecnica, il sindaco, come al solito ha fatto una gran confusione.
Come effetto della riunione tra i leder politici ha chiamato a sé anche i rappresentanti delle forze del centrodestra, a partire dalla signora Iadicicco che a Marcianise rappresenta Forza Italia, ma questa si è trovata davanti una sorpresa veramente inopinata e per noi anche incredibile: Bartolomeo Di Benedetto, marito dell’ex consigliera regionale Antonella Piccerillo che ha perso lo sprint con Massimo Grimaldi che l’ha battuta il 23 e il 24 novembre per soli 87 voti. Bartolomeo Di Benedetto evidentemente deve essere stato designato da Zinzi come suo plenipotenziario, una sorta di tutor del sindaco Trombetta. Ora, Di Benedetto non è sicuramente uno in grado di “vedere politica” e che alla politica sta come i cavoli stanno alla merenda, non ci sembra che il simpatico Bartolomeo abbia la sagacia, l’esperienza per poter in qualche modo condurre il sindaco nella direzione giusta per uscire dalle sabbie mobile in cui Trombetta si è cacciato, anche perché a sua volta Bartolomeo Di Benedetto il politico nella sua vita l’ha fatto ben poco.
Immaginiamo la sorpresa della Iadicicco nel trovarsi di fronte a questa persona che il sindaco ha voluto durante il colloquio. Il primo cittadino, rivolgendosi alla rappresentante di Forza Italia avrebbe detto tutto quello che una persona può dire calandosi letteralmente le braghe, una caratteristica, questa, che noi abbiamo capito sin dal momento del suo insediamento. Trombetta ha detto che avrebbe cambiato le deleghe, che avrebbe ridimensionato il ruolo di Pasquale Salzillo, che avrebbe anche rivisto le competenze dei vari dirigenti appunto. In pratica, modificando lo schema che per Zinzi rappresentava la modalità ideale per risolvere questa crisi.
Al che la Iadicicco ha obiettato al sindaco che tutto ciò rappresentava quello che CasartaCe dice da mesi e mesi. La discussione si è ingarbugliata e non si è concluso niente, ma il discorso riguarda Peppe Tartaglione. Ritornando al vertice dei leader è possibile che Gerardo Trombetta – a cui Peppe Tartaglione è legato – conoscendo anche il suo carattere si sia sentito molto gratificato della sua vanità nell’essere presente ed essere invitato con tanto di tappeto rosso alla riunione dei leader del centrodestra, ma Trombetta è anche una persona esperta e sa bene che in questo momento Zinzi, soprattutto Zinzi e il sindaco Antonio Trombetta farebbero di tutto e di più pur di mandare avanti questa baracca scalcagnata.
Peppe Tartaglione al momento sembra resistere, anche perché ha capito che l’operazione che lo dovrebbe portare a sedere sulla poltrone di presidente del consiglio comunale è complicatissima.
Cosa succederà nei prossimi giorni non si sa, in questo avanti ‘e ndre di Trombetta, pare che adesso sia ritornato di attualità l’ipotesi di una giunta tecnica. E al riguardo si fa anche il nome di Donato Musone come possibile assessore alla cultura.
Ma questa giunta tecnica Trombetta a chi la propone? La propone anche all’opposizione? Ma se di mattina tratta con i leader del centrodestra per connotare politicamente la sua amministrazione, e poi non ci riesce e va a chiedere aiuto all’opposizione, o qualche voto all’opposizione, è chiaro che questa avrà qualche difficoltà ad una formula che si configurerebbe raffazzonata in quanto non determinata da colloqui seri e realmente costruttivi. Sembra una situazione francamente molto imbarazzante per il primo cittadino che però ci ha abituato nei due anni e mezzo del suo governo (?) a questo ed ad altro. La situazione politica della città l’abbiamo più o meno fotografata. Nei prossimi giorni monitoreremo e cercheremo di capire meglio l’evoluzione dei fatti.
