AVERSA. Vita, morte e miracoli dei tre nuovi (?) assessori. Dalla Cannolicchio 2, Giulia Lauriello che non conterà nulla, alla globe trotter Elvira Caccavale
24 Dicembre 2025 - 18:49
La questione centrale riguarda l’atteggiamento del gruppo Forza Azzurra. Di Virgilio è andato a “riscuotere” da Zannini il 12 agosto nel ristorante Jarama di Mondragone insieme al suo amicone Dario Di Matteo
AVERSA (g.g.) – Non ci siamo affannati più di tanto per dare la notizia del cosiddetto rimpasto di giunta, realizzato dal sindaco Francesco Matacena in base a un livello di libertà e di discrezionalità pari a zero, in quanto l’operazione è stata totalmente eterodiretta dal consigliere regionale Giovanni Zannini attraverso la sua propagine, protesi aversana, Giovanni Innocenti.
Non l’abbiamo fatto perché sostanzialmente, nella giunta, non è cambiato nulla. Si è avuta conferma che la presenza della stessa Eufrasia Cannolicchio era irrilevante, di mera rappresentanza, che più crudamente, da un punto di vista politico, si potrebbe definire come una mera testa di legno di Zannini e di Innocenti.
La Cannolicchio, infatti, è letteralmente scomparsa dal nuovo elenco perché, con rispetto parlando di questa persona, lei si è prestata solo in quanto sotto-ordinata e non perché dotata di una sua competenza specifica di tipo amministrativo.
Tra le altre cose, la cospicua e ampia cifra di deleghe accumulate, soprattutto all’indomani dell’epurazione decisa da Zannini, che ha punito Olga Diana per non avergli obbedito sulle elezioni regionali, fa capire chiaramente che quel magazzino di materie tra le più svariate – servizi sociali, rifiuti e tanto altro ancora – stava lì depositato a disposizione di Innocenti e del suo capo.
Difficilmente cambierà qualcosa ora che al posto della Cannolicchio è arrivata Giulia Lauriello, nuova assessora (si fa per dire) alle Politiche Sociali, all’Igiene Urbana e alla Polizia Municipale.
CasertaCe ha sbagliato qualcosa nell’analisi sul peso reale di Eufrasia Cannolicchio? No, non ha sbagliato nulla e i fatti lo hanno dimostrato. Gli stessi fatti dimostreranno in seguito che la Lauriello non è altro che una seconda Cannolicchio, che serve però a dare un po’ di allegria alla consigliera comunale dei moderati, Lucia Aversano, la quale, insieme al suo consorte, si è dimostrata la più entusiasta nei commenti su Facebook successivi alla nomina della Lauriello.
Ma la Aversano, parimenti a tutti gli altri consiglieri del gruppo dei moderati, dovrà continuare a rivolgersi a Giovanni Innocenti (pensate che fine ha fatto questa città) per interloquire e ottenere qualcosa dalla cosiddetta amministrazione attiva.
La seconda new entry è quella di Elvira Caccavale, che assume le deleghe al bilancio, ai tributi, al PNRR e al PRIUS, che sta per Programma di Rigenerazione Integrata Urbana.
Particolarissima la storia di Elvira Caccavale: si è detto della sua appartenenza alla sfera professionale del sindaco Francesco Matacena, insomma una commercialista o qualcosa del genere. Però, andando a spulciare un po’ di informazioni raccolte in questi ultimi giorni nel territorio da chi, come noi, di questo territorio, purtroppo o per fortuna, possiede scienza e coscienza, ci accorgiamo di una sua non semplice esperienza alla guida dell’assessorato al bilancio del comune di Castel Volturno. Erano i tempi dell’amministrazione di Luigi Petrella, predecessore dell’attuale sindaco e neo-indagato Pasquale Marrandino.
Fu Dario Napoletano, politico locale di lungo corso, a indicarla a Petrella dopo l’uscita di Giovanni Parente, papà dell’attuale assessora e seconda eletta alle elezioni regionali della lista di Forza Italia, trainata da Giovanni Zannini, la signora Angela Parente.
Ricordiamo bene che Giovanni Parente, dopo un difficile accordo pre-elettorale con Petrella, volle uscire dall’esecutivo provocando l’uscita dalla maggioranza del citato Dario Napoletano, che si dichiarò indipendente. Dopo un breve periodo, Napoletano e, indirettamente, Giovanni Parente rientrarono nei giochi della maggioranza, probabilmente già arruolati da Giovanni Zannini. Conseguentemente fu concessa loro la possibilità di nominare l’assessore. E fu proprio Parente a fare il nome di Elvira Caccavale.
Insomma, sempre nei giri buoni, dato che Giovanni Parente ha costruito molta parte della sua ampia rete relazionale ai tempi di Nicola Cosentino, che lo inseriva un po’ dappertutto, in special modo nei collegi dei revisori dei conti di tanti comuni. Ci dicono che professionalmente sia molto preparata, attenta e scrupolosa. E allora dovrebbe durare un mese ad Aversa, visto che il comune normanno utilizza da tempo tutti gli espedienti possibili, tutte le cose che la legge consente ai comuni con manica larghissima, dopo che i governi hanno tagliato tanto, ma proprio tanto, dei trasferimenti diretti, per far quadrare i conti. Al netto delle acrobazie di residui attivi impossibili e di altre diavolerie, sarebbero evidentemente compromessi, così come hanno dimostrato ampiamente le dimissioni del primo assessore della giunta Matacena, un professore universitario di chiare competenze, quel Mariano D’Amore, che ci ha messo pochi mesi a capire che quello di Aversa non era un comune, ma un centro di maquillage e conseguentemente ha salutato tutti per non prestarsi a fare porcherie.
Dopo l’esperienza a Castel Volturno, la Caccavale è andata a fare l’assessore anche al comune di Nola, dove, dopo pochi mesi, fu revocata. Non è che a Castel Volturno al comune tutti la ricordino con grande piacere, visto che avvisò sindaco e giunta di voler andare via solo una settimana prima di farlo realmente. Poi ci dicono che ha ricoperto la carica di assessore anche in un altro comune. Insomma, una vera e propria globe-trotter, di cui andremo a valutare serenamente il lavoro, dato che negli anni “impara l’arte e mettila da parte”. Un po’, anzi un bel po’, di competenze in materia di contabilità degli enti locali le abbiamo immagazzinate.
Il terzo assessore nuovo, fermo restando le conferme dell’ormai zanniniano più zanniniano che c’è, Alfonso Oliva, e della Dello Margio, che conferma le deleghe al verde, ai parchi pubblici e alla protezione civile, di Francesco Di Palma, recente sostituto di Orlando De Cristofaro alla non certo leggera delega dell’edilizia privata (leggi: permessi di costruire, SCIA, ecc.), alla pubblica illuminazione, all’arredo urbano, alle attività produttive che inglobano le fiere e il mercato ortofrutticolo, ma anche assessore alla rigenerazione urbana (che poi dovremmo capire quale sia la differenza rispetto alla citata delega del PRIUS assegnata a Elvira Caccavale), e infine di Francesco Sagliocco (lavori pubblici, edilizia scolastica, cimitero e personale), è Ugo Rufino, nuovo titolare delle deleghe alla cultura, al turismo, alla pubblica istruzione, alla transizione digitale e alla solita Aversa Millenaria.
Sulla carta, questo dovrebbe essere uno che rappresenta quel componente, o a questo punto ex componente, del gruppo Forza Azzurra, ispirato da Gianpaolo Dello Vicario, Ciccio Di Virgilio. Formalmente, Di Virgilio non se n’è andato, ma noi che siamo gente molto pratica, quando abbiamo a che fare con questi personaggi, sappiamo bene che tutto ha a che fare con l’estate scorsa, durante una cena al famoso ristorante di Mondragone Jarama (CLICCA E LEGGI). In quell’occasione, diciamocela tutta, Ciccio Di Virgilio, insieme al suo amico di Teverola, Dario Di Matteo, si andò a genuflettere al cospetto di Giovanni Zannini, che li attendeva insieme a – manco a dirlo – Giovanni Innocenti. C’era pure la signora Caterina Ginocchio di Alife, ma questo non è rivelante.
A Dario Di Matteo fu garantita la conferma, che gli permette di avere un rapporto molto più leggero con quello che dovrebbe essere il suo vero lavoro all’aeroporto di Capodichino nel CDA di Gisec, società in-house dell’amministrazione provinciale che si occupa della gestione degli impianti dei rifiuti nell’intera provincia di Caserta.
A Di Virgilio, invece, fu garantita la nomina all’interno del consiglio generale, in pratica l’assemblea, dell’ASI, dominata da Graziano e Zannini per anni e anni attraverso la presidente Raffaella Pignetti, che ci diceva punti addirittura a una riconferma, e quindi a una possibilità di 17 anni di presidenza. Una roba che la avvicinerebbe ai quasi 23 di Benito Mussolini, compresa la Repubblica di Salò.
Ecco perché consideriamo Ciccio Di Virgilio un’altra cosa ormai, rispetto al gruppo Forza Azzurra che dovrebbe ancora reggere, con posizioni critiche rispetto a Matacena, dopo che la loro richiesta di indicare due assessori è stata respinta al mittente.
Dopo aver letto questo articolo, c’è qualche aversano in grado di dire che nella politica locale sia stato iniettato qualche elemento di novità o addirittura di innovazione? Niente di che, mestieranti con bassissime, se non nulle, possibilità di incidere favorevolmente sulla qualità della vita e sulle prospettive future della città dei Normanni.
