MACRICO Il Comitato ricorda i suoi 25 anni di vita e rende omaggio a Padre Raffaele Nogaro

10 Gennaio 2026 - 20:22

Caserta (pm) Lo storico Comitato Macrico Verde, alla morte di Padre Raffaele Nogaro che ne era il presidente onorario e che ha omaggiato per l’ultimo saluto con la presenza di una vasta ed accorata delegazione, ha voluto divulgare un comunicato (in basso, il testo) sulla sua figura e sulla sua azione a salvaguardia di tale ultima area naturale nel cuore della città.

Il documento ricorda come, nel corso degli ultimi cinque lustri – che fanno ben venticinque anni di vicende cittadine – il compendio terriero sia stato al centro di ripetute manovre di speculazione edilizia. Tutte sventate solo grazie all’opera ed al sostegno morale dato dal presule al Comitato Macrico Verde, intanto sorto e cresciuto nella considerazione dei casertani e non solo.

Le autentiche intenzioni sul Macrico del Vescovo emerito erano più che chiare e sono state riaffermate, oltre che nel corso del tempo, anche nelle sue ultime volontà, delle quali ha dato lettura, nel corso delle esequie di venerdì, don Nicola Lombardi, istituito suo esecutore testamentario.

In quello che si può ritenere un vero e proprio lascito spirituale, don Nicola ha spiegato: “Padre Raffaele ha amato non solo la chiesa casertana ma questa città e tutta la sua gente. Non solo ne ha sostenuto ogni iniziativa di bene ma nella stragrande maggioranza ne è stato lui il promotore e il difensore instancabile: la Pace, l’Università, la “Tenda di Abramo” per i migranti, la Fondazione “don Peppino Diana” contro l’usura e per la legalità, il nuovo Policlinico, le Discariche, l’Istituto Superiore di Scienze Religiose, la Biblioteca diocesana, l’Archivio di Stato, le Cave, e non ultimo il Macrico. Il suo sogno? Vederlo F2 – parco pubblico verde – pieno di alberi, aperto sempre e a tutti, donato alla sua città”.

Il passaggio è di una nettezza assoluta. Solo chi non la vuol vedere non la vede.

Tutto ciò fa giustizia dei propositi che ancora oggi si ascoltano di voler variamente edificare nell’area del Macrico — quand’anche per scopi di indiretto rilievo pubblico — anziché destinarlo integralmente a parco naturale, come necessita al capoluogo per la sua grave mancanza di verde e per l’oltraggio urbanistico cinicamente ricevuto negli anni.

Tradire gli intenti di Padre Nogaro rappresenterebbe una blasfemia, se ciò conta.