CASERTA Sergio Tanzarella scrive al radicale Maurizio Bolognetti perché rinunci al suo rischioso sciopero della sete contro lo stallo della commissione parlamentare di vigilanza RAI, alla quale non le manda a dire…

12 Gennaio 2026 - 18:26

Caserta (pm) ­–­  La “Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi” è considerata un organo di rilievo costituzionale poiché chiamata ad  attuare i principi di imparzialità e pluralismo dell’informazione. Tuttavia, dal settembre 2024, essa versa in una situazione di stallo istituzionale a causa delle divergenze tra le forze politiche che ne fanno parte. Da allora l’organo non si riunisce più in seduta plenaria, limitandosi a compiti burocratici minimi.

Contro questo vulnus al funzionamento di un organismo democratico così rilevante si batte da tempo Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali lucani. Lo fa attraverso il Satyagraha, l’azione nonviolenta tipica del movimento pannelliano e mutuata dal Mahatma Gandhi, l’universalmente  conosciuto leader spirituale e politico.

Bolognetti, per dare forza alla sua opposizione, lo scorso 6 gennaio ha avviato uno sciopero della sete, dopo aver già attuato lo sciopero della fame negli ultimi due mesi. In una recente intervista, il militante radicale ha dichiarato: “Il mio non è un ricatto, proprio no. È la rivendicazione del rispetto di un diritto che appartiene a tutti noi”.

In proposito pubblichiamo la lettera che il professor Sergio Tanzarella ha indirizzato all’esponete radicale per  esprimergli la sua solidarietà.

Nel contempo – il noto accademico casertano di Storia della Chiesa presso la Pontificia Teologica dell’Italia Meridionale e già deputato della XII Legislatura –  lo invita, premessi alcuni severi accenti nei confronti della Commissione parlamentare per tale sua grave inerzia,  a desistere dall’iniziativa per salvaguardare la propria salute.

Tanzarella, anche con questa iniziativa, si distingue per il suo ruolo di autentico intellettuale, in una terra altrimenti al deserto civile, in cui dominano l’apparenza e l’opportunismo.

IL TESTO DELLA LETTERA