CASERTA Un ricordo personale di Padre Nogaro inviatoci dallo scrittore e poeta casertano Pier Franco Carino
15 Gennaio 2026 - 16:40
Caserta – Alla morte del vescovo emerito Padre Nogaro, molti lettori hanno scritto a CasertaCe.net per esprimere, ognuno a suo modo, il proprio cordoglio per la scomparsa di quello che è stato un autentico padre spirituale per la città.
Abbiamo scelto di pubblicare la testimonianza pervenutaci da un casertano ben conosciuto ai più anche perché scrittore, saggista di storia locale, autore di poesia nel nostro vernacolo e che ha vergato questa ricordo personale ed intimo del presule, che così ha inteso onorare. Nello scritto fa riferimento anche ad una poesia dedicata al vescovo Nogaro e stilata alcuni anni fa, che abbiamo ora nella disponibilità e che ci riserviamo di pubblicare in una prossima occasione.
“La sera de1 6 gennaio mi è squillato il cellulare: “Chi è?” dissi senza guardare il numero, “Sono io, Pietro, Filiberto — custode dell’episcopio di Caserta — mons. Nogaro non è più”.
Sapevo che in questi ultimi giorni quest’anima santa soffriva tanto in silenzio; a questo punto un brivido di freddo mi ha raggiunto la schiena, i miei occhi già lacrimavano e non riuscivo a parlare. Riprende lui: “Non te lo volevo dire, sapendo anche le tue sofferenze, ma poi il giorno dopo chi ti avrebbe tenuto!”.
Con un fil di voce riuscii a dirgli: “Ci si vede domattina.” In quel preciso momento mi sono tornate in mente le benedette parole del vescovo Nogaro tenute una mattina.
Vi racconto quest’episodio per farvi vedere la bontà che aveva questo buon vescovo.
Stavo, anni addietro, sotto il palazzo comunale di Caserta e gridavo a viva voce, quando ad un tratto mi trovai davanti mons. Nogaro che mi disse: “Con chi ce l’hai?” e io ricordo che gli dissi: “Padre, mi hanno fatto perdere la fede!” e lui con un sorriso patriarcale riprese: “Ma sei lo stesso che ha pubblicato la poesia La fede è la lingua del mondo che componesti a Lourdes in località Massabielle sulle sponde del fiume Gave?”. Mi ricordai in quel preciso momento a che si riferiva il vescovo e subito mi riprese: “Quindi, ritorna a scrivere poesie o prose e se hai bisogno di aiuto vieni a trovarmi in vescovado. Certamente troverai un posto in mensa, dove i seminaristi saranno ben lieti di ospitarti”.
Cari lettori, vi giuro che queste parole mi calmarono. Mi sentii calmo e sereno. Scrissi una poesia tempo dopo e per fortuna lui la lesse.
Cosa avevo scritto? Che il monsignore mi aveva detto le stesse parole del Santo Vangelo: “Cercate e troverete, chiedete e vi sarò dato, bussate e vi sarà aperto”.
Questo che ho descritto è vera fede in Gesù Cristo! La stessa gli altri me la fecero perdere.
“Chi ha orecchie per intendere, intenda!!”
Pier Franco Carino
