L’assunzione della neo funzionaria di CARINARO è densa di sospetti. Punto per punto vi spieghiamo il perché. Sullo sfondo, l’ombra del noto Davide Ferriello, SAN MARCELLINO e…

19 Gennaio 2026 - 15:34

Una metodologia, quella delle assunzioni di nuovo personale attraverso la consultazione di graduatorie esterne, di cui questo giornale ha già scritto in passato. Un meccanismo che approfitta di una possibilità che la legge dà, usandola a dismisura per fini esclusivamente clientelari

CARINARO (Federica Borrelli) Da tempo il Comune di Carinaro non bandisce più concorsi propri per nuove assunzioni. L’unico canale utilizzato dall’amministrazione guidata da Marianna Dell’Aprovitola, ormai da due anni dall’inizio della sua seconda sindacatura, è sempre lo stesso: l’ingresso di nuovo personale avviene attingendo alle graduatorie di altri enti locali che, a differenza del municipio carinarese, i concorsi li hanno effettivamente organizzati.

Una scelta che lascia spazio a più di un sospetto: quando si decide di attingere l’organico da graduatorie esterne, cioè consultando le liste di concorsi già espletati, i nomi degli idonei che possono aspirare a un posto – anche tramite scorrimento – si conoscono già.

Tale metodologia viene segnalata da questo giornale da tempo, avendola ribattezzata come l’ennesima trovata zanniniana in barba a quella che dovrebbe essere una politica di almeno accettabile equità e di onestà intellettuale: diversi professionisti partecipano ai concorsi emanati da enti vicini al consigliere regionale di opposizione che già sanno non risulteranno vincitori ma idonei, nell’attesa di essere ripescati da qualche altro Comune che a loro, evidentemente, va più a genio per motivi personali.

Nel caso di Carinaro, nel dicembre 2024 CasertaCe pubblicava un articolo (clicca e leggi) relativo all’assunzione di due vigili urbani che il Comune di Carinaro andava a “pescare” dalla graduatoria del Comune di Cesa. Di quella vicenda potrete rileggere ampiamente cliccando sul link che vi abbiamo lasciato poco sopra.

La prassi è sempre la stessa, magari cambia solo in parte, ma non il risultato. Il Comune che necessita di personale pubblica una manifestazione di interesse e, esperita la mobilità, l’ente può scegliere se bandire un concorso oppure selezionare il candidato ritenuto “ideale” dalle graduatorie dei comuni che hanno risposto all’avviso.

E Carinaro, ancora una volta, ha optato per la seconda strada. Prima ha approvato un regolamento, come previsto dalla legge, indicando i criteri che avrebbero giustificato il ricorso a una determinata graduatoria (vicinanza territoriale, prelazione per quella più datata, ecc.), poi si è “andata a prendere”, pardon selezionato,  Maria Vittoria Raucci direttamente dal Comune di San Marcellino, per il ruolo di funzionario amministrativo.

Ora, sono diversi gli elementi che ci inducono a nutrire più di qualche dubbio sulla trasparenza dell’operazione e sulla selezione della Raucci.

Sulla metodologia del ricorso alle graduatorie di altri enti la nostra posizione è ormai chiara, soprattutto quando questa diventa un’abitudine.

Ma nel caso specifico, quello sull’assunzione della neo funzionaria amministrativa del Comune di Carinaro, le coincidenze legate a una dinamica quantomeno opaca sono troppe per non sottoporle all’attenzione dei lettori.

Anzitutto, come Cesa da cui furono presi lo scorso anno i vigili assunti a Carinaro, anche San Marcellino non è un Comune estraneo alla lunga manus dell’ingegnere Davide Ferriello, il super ex dirigente dell’ufficio tecnico di Carinaro, portato proprio da Marianna Dell’Aprovitola durante la sua prima consiliatura attraverso l’ormai inflazionato articolo 110 del TUEL. Ed è stata proprio questa cieca devozione nei confronti dell’ingegnere partenopeo a rappresentare la causa principale della sua caduta nel 2018, quando la sindaca fu obbligata a restituire la fascia tricolore.

Nelle graduatorie, così come nelle determine relative ai progetti esecutivi targati San Marcellino, non è raro imbattersi nei soliti “cocchi” di Davide Ferriello; professionisti formatisi presso il suo studio come Laura Alfano, Maria Isabella Verbicaro, Fabio Mastellone di Castelvetere o anche altri.

Nomi che ricorrono con una certa regolarità nei comuni “ferrielliani” e che, nel tempo, hanno spesso reso quasi inaccessibili e assolutamente degne di sospetto alcune procedure bandite da quei comuni sui quali Davide Ferriello avesse già poggiato gli occhi e le mani.

Maria Vittoria Raucci, la neo funzionaria amministrativa del Comune di Carinaro, da quanto ci risulta, consultando i suoi profili social, proviene da Pozzuoli, città in cui Ferriello ha il suo studio di ingegneria, ma risiederebbe a Gricignano, altro Comune in cui la presenza dell’ingegnere è tutt’altro che sconosciuta avendo lui operato anche lì.

Insomma, di solito si dice che due indizi fanno una prova, ma non intendiamo giocare a fare gli Sherlock Holmes della situazione.

Il punto che vogliamo rimarcare, però,  è un altro, ed è quello anticipato nelle prime righe di questo articolo: a Carinaro, i concorsi, non si vedono nemmeno con il binocolo, e si preferisce consultare le graduatorie di altri enti, i cui idonei sono già perfettamente noti.

Per di più, quando il comune di Carinaro ha indetto queste procedure, non ci risulta che queste abbiano avuto una promozione incisiva sul territorio: se non l’ovvia pubblicazione sull’albo pretorio, ci si è dimenticati di inserirli nella sezione avvisi della homepage del sito istituzionale o di affiggere qualche manifesto per notificare i cittadini.
Quasi come se si volesse che nessuno lo sapesse.

Aumma aumma, dunque, si continua ad assumere gente, con i soliti metodi inflazionati che rendono celebre, e non per nobili imprese, la provincia di Caserta.