CASERTA. La Bottega del Teatro di via Volturno celebra i suoi 20 anni di impegno artistico con la dedica a Padre Nogaro di una “pièce” del fondatore Pierluigi Tortora, attore e regista

28 Gennaio 2026 - 13:11

Caserta (pm) Quest’anno La Bottega del Teatro, il noto laboratorio teatrale cittadino di via Volturno al rione Acquaviva, compie vent’anni di vita. Per la circostanza anche il TG3 Campania, qualche giorno fa, vi ha dedicato un servizio, a testimonianza della considerazione di cui gode questa esperienza, al contempo artistica, culturale e sociale.

Fondatore e anima di questo percorso lungo due decenni è l’attore e regista Pierluigi Tortora, che ancora oggi guida l’attività con passione. Lo abbiamo incontrato per raccogliere alcune riflessioni su questo importante anniversario e lo ringraziamo per la disponibilità che ci ha accordato.

CasertaCe.net: Tortora, ci parli un poco di lei come casertano e della sua formazione teatrale.

Pierluigi Tortora: Sono nato a Caserta nel 1963, in una delle vie più popolari della città, via Crispo, meglio conosciuta come ‘a via d’e pisciaiuole perché  c’erano due pescherie, e tante altre attività artigiane. Ho cominciato la mia formazione artistica all’oratorio, una vera palestra. Poi tante esperienze e studio. Essenzialmente molto palcoscenico, il vero luogo di formazione. Ma gli anni ormai sono tanti, anche se c’è sempre bisogno e voglia di conoscere e imparare. Da 20 anni , nel 2006, il 21 gennaio di quell’anno abbiamo per la prima volta aperto la porta della Bottega del Teatro, un laboratorio dedicato a tutti gli artigiani, a coloro che con la loro fatica, giornalmente creano, così come per gli attori.

CasertaCe.net:  Il prossimo 30 gennaio  metterà in scena ‘L’uomo di Cristo’ (in basso, la locandina dello spettacolo), basato sugli scritti di monsignor Raffaele Nogaro, scomparso il 6 gennaio. Scritti sulla pace e sulla guerra. Sappiamo che non può dare anticipazioni della rappresentazione, ma qual è l’intenzione del lavoro e come si svilupperà?

Pierluigi Tortora: Ho pensato di rendere omaggio a Padre Raffaele, l’uomo di Cristo, pensando innanzitutto a quando era il vescovo amico, l’uomo che incontrava, il prete che ti parlava e ascoltava tutti. Poi per alcuni anni negli eventi con Massimo Cacciari o con Dacia Maraini ero il lettore dei brani letterari. E ricordo la sua gioia e le sue parole di incoraggiamento per il mio lavoro, anche attraverso il suo sguardo dolce. L’ incontro del 30 gennaio sarà un piccolo viaggio nelle sue parole sulla bellezza della pace, della terra, e l’orrore della guerra. Ma avrò il piacere di citare un suo conterraneo, Padre David Maria Turoldo, suo amico, e altro ancora, ma, tutto che abbia un riferimento a quanto gli stava a cuore.

CasertaCe.net: La notorietà e l’affetto filiale della città per il presule fanno prevedere  che l’unica data attualmente in programma non riuscirà a soddisfare tutte le richieste per assistere allo spettacolo, vista anche la capienza di soli 40 posti della sala. Avete già pianificato un calendario di repliche?

Pierluigi Tortora: Abbiamo aperto una seconda data per il 31 gennaio alle ore 18. E comunque andremo ovunque ci sarà richiesto, a cominciare dalle scuole.

CasertaCe.net:   La Bottega del Teatro quest’anno compie i 20 anni di attività. Lei che l’ha fatta nascere e “nutrita” fino alla maggiore età, quale bilancio ne può tracciare. Questa esperienza ha avuto, in un quartiere popoloso e complesso, un ruolo sociale. Coglie differenze tra l’ieri, quando ha iniziato, e l’oggi, specie con riguardo ai giovani? L’attività teatrale ha una potente capacità di socializzazione: è favorita, di là dai convegni e dalle dichiarazioni di maniera, dalle istituzioni, è incentivata attraverso la scuola? Cosa bisognerebbe fare, anche per distogliere i ragazzi da quella dimensione di isolamento relazionale propria del mondo digitale?

Pierluigi Tortora: Venti anni sono tanti, e attraversano l’inizio degli anni 2000. Senza volerci attribuire meriti, penso che un ruolo preciso, la Bottega lo abbia avuto nell’accoglienza di più generazioni. Abbiamo sempre immaginato un teatro che fosse per tutti e fruito in maniera semplice, ma stimolante nel toccare tematiche che riguardano ciascuno. Per quanto riguarda i ragazzi, i giovani, ci sono momenti in cui si è creato interesse, altri dove ci sarebbe da lavorare di grande sinergia con tutte le istituzioni, dalle scuole, ai Comuni, alle parrocchie. Ma non è semplice.

CasertaCe.net:   La città, nonostante il suo ripiegamento civile  (testimoniato anche dall’assenza di un teatro degno di un capoluogo e persino dalla sospensione della stagione teatrale), annovera artisti di primo piano anche della scena internazionale. Vi sono in qualche modo vicini o la notorietà è loro di ostacolo per un impegno personale, che sarebbe del tutto necessario per suscitare nuovi talenti e nuove passioni per l’espressione artistica e per la crescita civile del nostro territorio?

Pierluigi Tortora: La città, in questo momento, è una “non città”, certamente non da adesso, questa cosa viene da lontano. La vera testimonianza come nel mio caso è restare e fare, poi tutto il resto sono ragionamenti che ciclicamente ritornano quasi a giustificare, ma non è così.

Chiudiamo, anche alla luce di queste ultime considerazioni di Tortora, pensando che, finché esisteranno esperienze di frontiera coraggiose e significative come quella de La Bottega del Teatro, la speranza che la città possa risorgere a una nuova moralità, ad una nuova coscienza, rimarrà viva. Nel solco proprio delle parole profetiche di Padre Nogaro – che sarà commemorato con la rappresentazione teatrale in cartellone dedicatagli – da lui pronunciate durante la celebrazione del Te Deum del 2008: “Caserta, riprendi il tuo volo d’aquila…”.

SCENA DA UNO DEGLI SPETTACOLI DE LA BOTTEGA DEL TEATRO